ADRIA (Rovigo) – Quarant’anni di studi, ricerche e approfondimenti dedicati alla storia e alla cultura del territorio confluiscono in “Scritti adriesi”, il nuovo volume di Antonio Lodo pubblicato da Apogeo Editore. Un’opera antologica che raccoglie testi realizzati tra il 1983 e il 2025, restituendo ai lettori un patrimonio di conoscenze costruito attraverso un lungo e rigoroso lavoro di archivio e di ricerca bibliografica.
Il volume propone una selezione di saggi, articoli, prefazioni e documenti commentati che ripercorrono vicende, personaggi e aspetti significativi della città di Adria e del Polesine. Ad aprire il libro sono le cinque “Note d’Archivio”, nate dalla collaborazione con Piergiorgio Bassan e successivamente con Bruno Rigobello durante il riordino dell’Archivio Comunale Antico di Adria. Attraverso la riproduzione di documenti storici di particolare interesse, viene valorizzato un patrimonio documentario che Lodo ha contribuito a rendere accessibile sia agli studiosi sia al pubblico.
Uno dei nuclei centrali dell’opera è dedicato a Luigi Groto, il celebre “Cieco d’Adria”, figura di primo piano della cultura rinascimentale. L’autore ne ricostruisce la biografia, le opere, l’iconografia e le relazioni personali, arricchendo il quadro con lettere e documenti inediti. Tra questi spicca una preziosa “Informatione” del Settecento che offre nuovi elementi sulla personalità e sulla vita privata del letterato. Ampio spazio trova inoltre la ricostruzione della storica “Scena” del Groto, il primo teatro stabile di Adria, allestito nel 1579.
L’attenzione si concentra anche sulla famiglia Bocchi e sui suoi esponenti più illustri – Carlo, Francesco Girolamo e Francesco Antonio – protagonisti della conservazione della memoria storica cittadina. Accanto a loro emergono altre figure fondamentali della cultura adriese, come il compositore Antonio Buzzolla, l’artista Marino Marin, Nino Cattozzo e, tra i contemporanei, Gianfranco Scarpari.
Attraverso i diversi contributi, il lettore può seguire il percorso storico di Adria lungo i secoli. Dall’età veneziana al passaggio da Ferrara alla Serenissima nei primi anni del Cinquecento, dal Taglio del Po alla peste del 1630, fino alle vicende dell’occupazione napoleonica, all’annessione al Regno d’Italia nel 1866, alle due guerre mondiali, alla Resistenza e alla tragica alluvione del 1951.
Non mancano approfondimenti dedicati alla vita quotidiana, alle credenze popolari e alle professioni tradizionali legate all’acqua, come quelle dei patroni di barche, dei mugnai e dei cannaroli. Temi che contribuiscono a restituire un’immagine viva e articolata della comunità adriese nel corso del tempo.
Il volume comprende inoltre numerose prefazioni ad opere di studiosi locali, tra cui Aldo Tumiatti, Giuseppe Pastega, Sante Tugnolo e Alessia Babetto, accompagnate da ampie introduzioni che testimoniano l’attenzione di Lodo verso la valorizzazione della ricerca storica del territorio.
A chiudere il libro sono le “Postille”, una sezione inedita scritta appositamente per questa pubblicazione. Curiosità, riflessioni e nuove rivelazioni spaziano dalle rappresentazioni teatrali seicentesche alle lettere del Groto, dal misterioso “Diavolo nero” di Adria alla seconda Accademia adriese, fino a due intensi ricordi dedicati ad amici scomparsi. Pagine che mostrano anche il lato più personale dello studioso.
Con “Scritti adriesi”, Antonio Lodo consegna così ai lettori un’opera che rappresenta non soltanto una raccolta di studi, ma anche un importante strumento di conoscenza per comprendere le radici storiche, culturali e civili di Adria e del Polesine.
L’autore
Antonio Lodo ha insegnato Italiano e Latino ed è stato preside, poi dirigente scolastico, nei licei adriesi “Galilei” e “Bocchi”. Dal 2004 al 2009 ha ricoperto la carica di sindaco di Adria. Da anni si dedica alla ricerca storica e letteraria, collaborando con numerose istituzioni culturali del territorio polesano. È membro dell’Istituto Polesano per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea “G. Matteotti”, socio corrispondente interno della Deputazione di Storia Patria delle Venezie e attualmente vicepresidente dell’Associazione Culturale Minelliana di Rovigo.

















