Le cinque strutture di Adria, Badia Polesine, Castelmassa, Porto Tolle e Rovigo sono state validate dal Ministero della Salute. Investiti 13 milioni di euro per rafforzare la sanità di prossimità e migliorare l'accesso ai servizi per i cittadini

ROVIGO – L’Azienda Ulss 5 Polesana ha raggiunto il target previsto dalla Missione 6 – Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), completando nei tempi stabiliti il percorso di attivazione delle cinque Case della Comunità previste dal piano nazionale.

La rete territoriale comprende le strutture di Adria, Badia Polesine, Castelmassa, Porto Tolle e Rovigo, realizzate grazie a un investimento complessivo di 13 milioni di euro, dei quali quasi 8 milioni finanziati con risorse del PNRR. Un intervento pensato per rafforzare la sanità di prossimità, rendendo sempre più semplice e diretto l’accesso ai servizi sanitari sul territorio.

Le cinque Case della Comunità sono state certificate dall’Esperto Indipendente e successivamente validate dal Ministero della Salute nell’ambito della Missione 6 – Salute, consentendo così all’Ulss 5 Polesana di conseguire ufficialmente il traguardo previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Le strutture sono state progettate e organizzate nel rispetto di quanto previsto dal Decreto Ministeriale 77/2022, garantendo la presenza di tutti i servizi obbligatori del modello nazionale di assistenza territoriale. Ogni sede dispone infatti del Punto Unico di Accesso (PUA), del punto prelievi, degli ambulatori infermieristici e degli altri servizi essenziali dedicati all’accoglienza, all’orientamento e alla presa in carico dei cittadini.


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Nella quasi totalità delle sedi è già attiva un’offerta assistenziale ancora più ampia, che comprende i servizi di salute mentale, il consultorio familiare, i servizi per le dipendenze, le vaccinazioni, gli screening e la medicina dello sport, con l’obiettivo di garantire una risposta sempre più completa ai bisogni di salute della popolazione.

La distribuzione delle cinque Case della Comunità sull’intero territorio provinciale è stata studiata per assicurare equità nell’accesso alle cure e una reale prossimità dei servizi, offrendo ai cittadini punti di riferimento facilmente raggiungibili e pienamente integrati nella rete sanitaria territoriale.

Tutte le strutture ospitano inoltre attività di specialistica ambulatoriale, che saranno progressivamente potenziate sulla base delle esigenze della popolazione residente. L’obiettivo è consolidare un modello organizzativo fondato sulla presa in carico multidisciplinare, attraverso équipe multiprofessionali dedicate in particolare alla gestione delle patologie croniche ad alta prevalenza.

Parallelamente prosegue anche il percorso di integrazione con la medicina generale. Dopo la sottoscrizione dell’accordo con i Medici di Medicina Generale secondo il modello Veneto, la loro presenza è già operativa in diverse sedi e continuerà ad ampliarsi progressivamente, favorendo un’integrazione sempre più stretta tra medicina di famiglia, specialistica e servizi territoriali.

«Il completamento del percorso di attivazione delle cinque Case della Comunità rappresenta un passaggio importante per la nostra Azienda e per il territorio polesano – sottolinea il Direttore Generale dell’Azienda Ulss 5 Polesana, Mauro Filippi –. Abbiamo raggiunto il target previsto dal PNRR nel rispetto dei tempi stabiliti, dando piena attuazione al modello organizzativo definito a livello nazionale. Le Case della Comunità costituiscono il punto di riferimento della sanità territoriale e continueranno a svilupparsi attraverso il progressivo consolidamento dei servizi e dell’integrazione tra i professionisti, con l’obiettivo di offrire ai cittadini un’assistenza sempre più vicina, accessibile e coordinata».

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