ROVIGO – Due aumenti delle rette in pochi mesi, il commissariamento ancora in corso e il futuro di Casa Serena ancora senza una prospettiva definita. Sono questi i temi al centro dell’intervento del capogruppo di Rovigo si Ama, Federico Frigato, che dedica un’analisi specifica alla situazione dell’Iras nel bilancio dei primi due anni dell’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Valeria Cittadin.
Frigato parte da quello che definisce il dato politico principale: «Iras continua ad essere pubblica nonostante il tentativo iniziale di privatizzarla», richiamando il bando di gara che, secondo il consigliere, era stato avviato nella fase iniziale della vicenda.
Il capogruppo ricorda poi l’accordo sottoscritto un anno fa tra Comune, Regione e Iras, presentato dall’amministrazione come il punto di svolta per il risanamento dell’ente. Un percorso che, sottolinea, ha visto anche il contributo dei lavoratori, chiamati a rinunciare agli arretrati maturati «facendo prevalere il senso di responsabilità sull’interesse personale».
Proprio alla luce di quel piano di risanamento, Frigato giudica contraddittori i successivi aumenti delle rette. Il primo è stato disposto con il decreto commissariale del 9 gennaio 2026, con un incremento di 2 euro al giorno per ogni ospite, pari a circa 720 euro l’anno. Il secondo, deliberato il 19 giugno 2026 ed entrato in vigore dal 7 luglio, prevede un ulteriore aumento di 1 euro al giorno, che sale a 3,50 euro per gli ospiti non autosufficienti in regime privato. «Se quel piano era davvero sostenibile – si chiede Frigato – perché nel giro di pochi mesi è stato necessario aumentare le rette per ben due volte? Qualcuno può spiegare cosa non ha funzionato?».
Il consigliere sollecita quindi un intervento diretto della sindaca Valeria Cittadin, chiedendo se fosse a conoscenza dei rincari e quale sia la prospettiva futura dell’istituto. «L’amministrazione comunale – afferma – non può limitarsi ad assistere inerme alle decisioni della Regione che ricadono sulle famiglie di Rovigo.»
Secondo Frigato, dopo oltre dieci anni di gestione commissariale, è arrivato il momento di riportare l’Iras sotto una governance espressione del territorio. «La sindaca faccia valere il rapporto con la Regione – sostiene – chiedendo l’interruzione del commissariamento e la possibilità di nominare un Consiglio di amministrazione formato da figure autorevoli della città, restituendo a Rovigo un ruolo nella guida della propria Ipab.»
Nella parte finale dell’intervento, il capogruppo allarga lo sguardo anche al futuro di Casa Serena, definita una struttura dalle grandi potenzialità ma ancora priva di un progetto concreto. «Ciclicamente vengono annunciati scenari di rilancio – osserva – ma il fabbricato di via Bramante continua a degradarsi. Esiste davvero una visione complessiva per il futuro dei servizi socio-assistenziali della città?»
Per Frigato, il tema va oltre il confronto politico tra maggioranza e opposizione. «Iras e Casa Serena – conclude – appartengono ai cittadini di Rovigo e meritano una prospettiva capace di guardare ai prossimi vent’anni, non soltanto ai prossimi mesi.»
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