ROVIGO – La posizione del Comune di Rovigo non cambia perchè non può cambiare: il decreto a firma del commissario straordinario di Iras Rovigo n. 26 del 27 dicembre 2022 deve essere revocato, altrimenti, per consentire il salvataggio di Iras e procedere con gli accordi, dovrà impugnarlo entro i 60 giorni previsti che scadono domani, venerdì 24 febbraio.
Se le cose rimanessero così non si può tecnicamente procedere e l’incontro in prefettura odierno, cominciato alle 16 e protrattosi fino alle 18.30, che ha visto la presenza di Ulss 5 Polesana, Ater Rovigo, Comune ed Iras Rovigo, è stato dedicato alla soluzione del problema: il decreto a firma del commissario straordinario che, dalle richieste già avanzate del Comune di Rovigo, e dalle intenzioni espresse nell’incontro precedente (LEGGI ARTICOLO), sarebbe dovuto essere stato revocato entro il 22 febbraio, ovvero la giornata di ieri.
A domanda diretta se il decreto sia già stato revocato, al termine dell’incontro il commissario di Iras Rovigo Tiziana Stella ha risposto: “Non ancora”.
La speranza è che dietro alla parola “ancora” vi sia la possibilità che il decreto venga revocato nella giornata di domani, nel mentre, il Comune di Rovigo con il sindaco Edoardo Gaffeo si è riservato, fino a domani, la proposizione del ricorso per l’impugnazione del decreto.
L’oggetto del contendere contiene, secondo il Comune di Rovigo, almeno due elementi ostativi alla firma dell’accordo salva Iras. Il primo riguarda la comunicazione di recesso unilarerale di Iras dalla convenzione di Casa Serena, che non sarebbe affatto così in quanto la convenzione verrebbe sciolta tra le parti grazie all’accordo che verrà sottoscritto, e non risolta unilateralmente da Iras, il secondo invece riguarda il presunto credito vantato da Iras, o il debito dovuto dal Comune se lo si guarda dall’altra parte, che invece non ci sarebbe in caso di accordo, ma la somma corrisposta di 3,1 milioni di euro sarebbe il riconoscimento di somme a favore di Iras per migliorie effettuate su Casa Serena ed ammortamenti non goduti per lo scioglimento anticipato della convenzione.
Sembrano dettagli, ma non lo sono, ed anche dalla Prefettura ne sono consapevoli tanto che l’unico commento giunto al temine dell’incontro parla di “fase delicata ed attesa per capire se il Comune di Rovigo procede con l’impugnazione del decreto di Iras proponendo ricorso contro l’atto del commissario straordinario e, qualora questo dovesse essere proposto, verrà fatta una valutazione circa l’impatto del ricorso in relazione alla trattiva in corso e sinora svolta“.
L’eventuale impugnazione del decreto da parte del Comune di Rovigo non sancirebbe automaticamente la fine di Iras, salvo allungarne i tempi del salvataggio inutilmente, a meno che l’atto non venga inteso come “dichiarazione di guerra” ad Iras o alla Regione Veneto.
Non si capisce comunque come mai, visto che i presupposti del decreto del 27 dicembre scorso sono radicalmente cambiati, la Regione Veneto non abbia dato indicazioni al commissario Stella per revocarlo, o di farne uno nuovo che superi il precedente.
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