LENDINARA (Rovigo) – Mercoledì 8 luglio 2026, nella Sala Consiliare del Comune l’evento pubblico “Bene-stare, stare-bene. WIN-WIN: Welfare Integrato Network. Un nuovo patto per il benessere”, promosso da ENAIP Veneto nell’ambito del progetto “WELL-FARE – Il Welfare che connette. Reti territoriali per il welfare aziendale”, realizzato grazie ai Fondi europei della Regione del Veneto.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, parti sociali, imprese, enti del Terzo settore, mondo della formazione e università, con l’obiettivo di rafforzare una rete territoriale capace di costruire nuove alleanze pubblico-private e di promuovere un welfare integrato, partecipato e vicino ai bisogni delle persone, delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese.
Al centro dell’incontro è stata posta una sfida ormai decisiva per i territori: costruire condizioni di benessere capaci di accompagnare i cambiamenti demografici, sociali ed economici in corso. Denatalità, invecchiamento della popolazione, difficoltà di ricambio generazionale, carenza di competenze, conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, qualità dell’ambiente lavorativo e servizi di cura sono stati indicati come temi che non possono più essere affrontati separatamente.
Il progetto “Bene-stare, stare-bene” si propone di rispondere a queste trasformazioni attraverso un modello di welfare territoriale capace di mettere in relazione imprese, servizi, istituzioni e comunità. Non un insieme di azioni isolate, ma un percorso strutturato che punta a generare strumenti permanenti di collaborazione e a lasciare sul territorio modalità operative condivise anche oltre la durata del progetto.
Ad oggi, il progetto conta 169 destinatari aderenti e si è esteso da Rovigo alla Bassa Padovana, confermando una progressiva capacità di coinvolgimento territoriale. Il percorso prevede attività di formazione, accompagnamento alle imprese, sviluppo di piani aziendali personalizzati, momenti di ascolto, workshop, focus group e iniziative di diffusione della cultura del benessere.
Il welfare territoriale rappresenta una leva strategica per costruire comunità più coese, imprese più attrattive, servizi più accessibili e territori più competitivi. In questa prospettiva, formazione continua, salute, cura, sostegno alla genitorialità, qualità della vita, innovazione tecnologica e partecipazione diventano elementi di una stessa strategia di sviluppo.
Dopo i saluti istituzionali di Francesca Zeggio, sindaco di Lendinara, Monica Pavarin, assessore al Comune di Lendinara, Massimo Cavazzana, sindaco di Tribano, Beniamino Caputo per la Regione Veneto, e la lettura del saluto dell’Assessore regionale Valeria Mantovan, l’incontro è entrato nel vivo con l’intervento di Francesco Seghezzi di ADAPT, dedicato al welfare aziendale e territoriale oggi.
Seghezzi ha richiamato la portata dei cambiamenti demografici in atto, evidenziando come il problema principale non sia più soltanto la disoccupazione, ma la crescente carenza di lavoratori e competenze. In questo scenario, le imprese sono chiamate a evolvere: non solo luoghi di produzione, ma soggetti capaci di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita professionale, offrendo formazione, flessibilità, benessere organizzativo, percorsi di crescita e strumenti di conciliazione.
Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo delle parti sociali. Francesca Pizzo, Segretaria CISL Padova e Rovigo, ha evidenziato il valore della rete come opportunità per costruire circolarità tra bisogni, servizi e competenze, richiamando il ruolo del sindacato nell’aiutare lavoratori e imprese a comprendere e utilizzare concretamente il welfare territoriale. Gino Gregnanin, Segretario UIL Veneto, ha posto l’accento sul legame tra produttività, salari, qualità della vita, sviluppo sostenibile del territorio e decisioni fondate sui dati.
Luca Bertuola di Confcommercio ha richiamato la necessità di distinguere tra welfare aziendale e welfare territoriale, indicando universalità, solidarietà, sussidiarietà e stabilità dei diritti come principi fondamentali per evitare nuove disuguaglianze nell’accesso ai servizi. Laura Benassù di Confimi ha sottolineato l’impegno delle imprese nel mettere la persona al centro, anche attraverso il rapporto con le scuole, l’orientamento e la costruzione di ambienti di lavoro più inclusivi.
Roberta Cusin di ACLI Rovigo ha evidenziato l’importanza di valorizzare luoghi, relazioni e opportunità già presenti nel territorio, contrastando l’idea che “non ci sia nulla” e rafforzando il senso di comunità, soprattutto per i giovani. Elisa Giordani di EBIRO ha richiamato la necessità di lavorare insieme, aggiornare gli indicatori di monitoraggio e rendere gli strumenti del progetto realmente utili per leggere l’evoluzione dei bisogni. Cinzia Bonan di Anteas Veneto ha posto l’attenzione sull’invecchiamento della popolazione, sulla non autosufficienza e sulla necessità di superare la frammentazione dei servizi attraverso coprogettazione, reti territoriali e pari dignità del Terzo settore nei tavoli di programmazione. Bruna Mura dell’Università di Padova ha infine sottolineato il valore di un linguaggio comune, della raccolta sistematica dei dati e dell’integrazione tra analisi quantitativa e lettura qualitativa dei contesti territoriali.
È emersa una visione condivisa: il welfare territoriale non è solo una risposta sociale, ma una condizione di sviluppo.
La firma del Protocollo di rete rappresenta il primo risultato concreto di un percorso che punta a consolidarsi nel tempo. L’obiettivo è costruire un sistema stabile di collaborazione tra istituzioni, imprese, associazioni, sindacati, enti formativi, Terzo settore e università, capace di generare un vero circolo virtuoso tra persone, organizzazioni e servizi.
U.M.B.


















