Le organizzazioni sindacali Fiom, Fim, Uilm di Rovigo hanno indetto un presidio fuori dai cancelli della sede della Solmec e della Draxton, per manifestare la vicinanza di lavoratori e lavoratrici del settore metalmeccanico rodigino alla famiglia di Davide Milan 

ROVIGO – Un mazzo di rose rosse ed un dolore che difficilmente verrà cancellato dal tempo. Venerdì 4 novembre è stato sufficiente restare sul ciglio della strada qualche minuto per capire la capire la pericolosità di viale delle Industrie. Zero parcheggi, l’attraversamento pedonale davanti alla Solmec è ben segnalato, ma solo con la presenza dei Carabinieri davanti allo stabilimento le auto si fermavano per il passaggio degli operai. 

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Le organizzazioni sindacali Fiom, Fim, Uilm di Rovigo hanno indetto un presidio dalle ore 11 fuori dai cancelli della sede della Solmec e della Draxton, per manifestare la vicinanza di lavoratori e lavoratrici del settore metalmeccanico rodigino alla famiglia di Davide Milan, dipendente della Solmec, sposato, padre di due figli, che è stato travolto ed ucciso davanti all’azienda la settimana scorsa sulle strisce pedonali. (LEGGI ARTICOLO)

Solo la copiosa presenza delle forze dell’ordine, con Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale, ha fatto rallentare automobilisti e autotrasportatori, di solito in quella strada corrono tutti. Una via che presenta anche delle buche enormi all’esterno della Draxton e nei pochi parcheggi esterni. Una strada molto trafficata, poco sicura, e anche poco controllata.

Lavoratori della Solmec, della Draxton e di Agritalia, diverse centinaia, si sono radunati per chiedere sicurezza.

Quanto accaduto non può essere dimenticato, l’Autorità Giudiziaria accerterà le responsabilità, ma l’Amministrazione comunale e le aziende devono fare tutto il possibile per mettere in sicurezza i lavoratori.

“Non stiamo manifestando per il solito incidente – ha sottolineato Mirko Bolognesi della Uil metalmeccanici – questo è un sinistro in itinere accaduto dalla casa al lavoro, ma basta che vi guardate intorno, non ci sono parcheggi per tutti nelle aziende, gli operai sono costretti a posteggiare lungo la strada, ora che fa buio alle 17 diventa ancora più pericolosa”. Chi arriva prima trova posto, gli altri devono avventurarsi a piedi percorrendo un tratto di strada a piedi, con camion ed auto che sfrecciano come fossero in una Superstrada. “Non tutte le aziende hanno la mensa, chiediamo al Comune di ampliare i parcheggi, la sicurezza non deve essere solo dentro la fabbrica, ma bisogna pensare anche ai lavoratori all’esterno dello stabilimento. Non ci sono marciapiedi, servirebbero dei semafori intelligenti per l’attraversamento della strada, dei rallentatori per mettere in sicurezza l’area. Non è il solo episodio, anche in precedenza si sono verificati fatti analoghi”. 

Enrico Rezzi, Mirko Bolognesi e Loris Scarpa

Ma questa volta è morta una persona, un padre di famiglia, un fatto di una gravità assoluta. I Sindacati formalizzeranno la richiesta di un incontro con l’Amministrazione del Comune di Rovigo per trovare una soluzione, le proposte sono già sul tavolo, Palazzo Nodari ha il dovere morale di prenderle in considerazione. Per Davide Milan, e per tutti quei lavoratori che ogni giorno vanno in fabbrica per guadagnarsi da vivere.

Tra i presenti anche Diego Foresti di Rifondazione Comunista, da sempre vicino al mondo dei lavoratori, Enrico Rezzi della Fin Cisl e Loris Scarpa segretario generale della Fiom Cgil Padova Rovigo.

Il problema riguarda tutte le aziende della zona industriale, anche in Agritalia devono parcheggiare dall’altro lato della strada, rischiando ogni giorno la vita. Impensabile la presenza delle 

“Non dobbiamo fare noi delle proposte, hanno degli uffici tecnici, devono mettere in sicurezza l’area   – ha sottolineato Loris Scarpa – è in uno stato di abbandono. Ci servono interventi temporanei immediati, non possiamo aspettare un altro morto. Serve un piano d’intervento, il Comune e le aziende devono discutere, ad ognuno il suo lavoro. Le aziende devono iniziare a strutturarsi con le mense, se ci sono degli spostamenti da fare l’area deve essere in totale sicurezza. La questione è più complessa del singolo semaforo e dell’attraversamento pedonale, serve un ragionamento sullo sviluppo dell’area industriale”.

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