BADIA POLESINE (Rovigo) – Nel mese Marzo, nell’Aula magna della sede Einaudi dell’Istituto Primo Levi, si è svolta la conferenza “Donna Vita, Libertà! I giovani protagonisti del cambiamento in Iran”, realizzata nell’ambito del progetto “ABC – Armonia, Benessere, e Condivisione” in collaborazione con Arci Rovigo Aps tenutasi dal Dott. Mohsen Hamzehian, e tenuta dal Prof. Fulvio Ervas e dall’ Arch. Narsin Bijanyar. “Il Prof. Ervas, con la sua profonda esperienza – racconta Aurora, una studentessa – ci ha aiutato a prendere consapevolezza del fatto che tutti noi stiamo vivendo la storia, della quale a volte non siamo consapevoli, data la prosperosa condizione di pace che negli anni ha posto l’Europa quasi sotto una campana di vetro. Siamo stati perciò messi in guardia, affinché essa non diventi una cortina di fumo che impedisce di vedere ciò per cui altri popoli stanno lottando e che noi ormai diamo purtroppo per scontato. In particolare ci ha colpito una frase da lui pronunciata: Le democrazie non sono eterne, le libertà si perdono e se non ci si batte per esse, riconquistarle è difficilissimo.” Successivamente, il Dott. Hamzehian, ha raccontato in breve i punti salienti della millenaria storia iraniana, caratterizzata da sempre da continue lotte e ribellioni, ma anche da conquistatori e invasori stranieri.
“Ci ha illuminato portando alla nostra attenzione come l’arretratezza ed il degrado economico in cui gli integralisti tengono il popolo iraniano in fondo convenga molto anche agli stati capitalisti, – sottolinea Margherita, un’altra studentessa – che sfruttano la manodopera a basso costo per l’estrazione di gas e petrolio, di cui l’Iran è uno dei paesi più ricchi al mondo. Nel suo intervento il Dott. Hamzehian ha esposto come sarebbe essenziale una riforma politica, più che religiosa, dell’Iran, il bisogno di una vera e propria costituzione laica, di un codice civile e di un parlamento espressione delle volontà popolare, in quanto l’Islam integralista e la repubblica non possono coesistere al potere. Ci ha lasciato una sua citazione riguardo al movimento di protesta iraniana: Non siamo contro la religione, siamo contro la politica coesa alla religione, al furto della spiritualità.”
La terza relatrice è stata l’Arch. Bijanyarn, che ha tenuto un discorso profondamente toccante e personale dando un’importante testimonianza femminile. Appartenente ad una famiglia di oppositori politici da 44 anni, ha subito molte perdite in famiglia, che tuttavia non l’hanno piegata, ma convinta sempre di più dell’orrore del fanatismo religioso intrinseco al regime. “Tra le tante barbarie compiute da quest’ultimo, ci ha impressionato quello presentato dall’oratrice, che vede coinvolte oltre 5000 bambine in età elementare, vittime di intossicazioni da gas e minacce di morte volte ad escluderle dall’istruzione. Fatto ufficializzato dai vertici iraniani come intenzionale e positivo. “Durante la relazione è inoltre emerso come in Iran si respiri un’aria densa, dovuta alle proteste che non sono solo dei giovani, che scendono in tutte le piazze, ma sono di tutto il popolo che crede nell’uguaglianza e nella libertà delle donne.
“Proprio questa, – ricordano le studentesse – nel corso degli anni, è stata profanata con imposizioni violente e feroci che hanno obbligato le ragazze a non truccarsi, non poter viaggiare sole e neppure esprimere un’opinione, costrette al silenzio e obbligate a portare un velo non per fede, ma come sigillo di tali condizioni. Questo e molto altro ci è rimasto delle testimonianze indispensabili di queste persone che si sono offerte di condividere con noi le loro esperienze di vita, quindi ci sentiamo in dovere di rivolgere loro i nostri più sentiti e rispettosi ringraziamenti, riportando la bellissima frase lasciataci da Narsin: Il velo è il simbolo del regime e le donne bruciano il regime, questa rivoluzione urla a costo della vita e senza paura: Donna Vita Libertà!”.
“Poter sentire testimonianze di vita così forti e potenti lascia nei nostri studenti e nelle nostre studentesse molto più di tante parole lette sui libri; – commenta il Dirigente Scolastico Amos Golinelli– Pur vivendo in un mondo globalizzato a volte sembra che tutto si svolga lontano da noi, quando invece la negazione dei diritti è sempre in agguato ed è necessario non abbassare mai la guardia, alimentando continuamente la consapevolezza e la conoscenza di quanto accade nel nostro villaggio globale.”


















