La consigliera del Forum dei cittadini interviene in Consiglio comunale sulle politiche industriali della società idrica e solleva criticità su approvvigionamento, rete e investimenti nel capoluogo

ROVIGO – Il tema della gestione del servizio idrico e degli investimenti sul territorio è stato al centro del dibattito in Consiglio comunale a Rovigo, dopo l’incontro con i vertici di Acquevenete, la società partecipata dai comuni del Polesine e della Bassa Padovana nata dalla fusione dei precedenti acquedotti.

A intervenire nel confronto è stata la consigliera del Forum dei cittadini Dina Merlo, che ha posto l’attenzione sulle prospettive della gestione idrica nel capoluogo polesano e sulle politiche industriali della società.

Secondo Merlo, la società presenta una gestione economico-finanziaria equilibrata e un piano di investimenti rilevante, sostenuto principalmente dalle tariffe applicate agli utenti, destinate a coprire gli interventi una volta esaurite le risorse del PNRR. Proprio negli ultimi anni, ha ricordato la consigliera, gli aumenti tariffari sono stati legati agli investimenti in corso.

Il peso del Polesine nella società

Nel suo intervento Merlo ha evidenziato anche un aspetto legato alla governance della società: all’interno di Acquevenete il Polesine detiene circa il 20% delle quote, mentre il Comune di Rovigo possiede appena il 3%, una percentuale inferiore persino a quella di città come Este e Monselice, pur essendo l’unico capoluogo e avendo una popolazione maggiore.

Un equilibrio societario che, secondo la consigliera, deriva dagli accordi alla base della fusione tra i precedenti gestori idrici.

Le criticità sull’approvvigionamento idrico

Uno dei temi principali affrontati riguarda l’approvvigionamento dell’acqua.

Merlo ha sottolineato la necessità di valutare, anche per Rovigo, la possibilità di collegarsi in futuro a fonti idriche di maggiore qualità, come quelle provenienti dalla rete della Pedemontana, già prevista per altri comuni attualmente alimentati dal Po.

La consigliera ha ricordato come sia il Po sia l’Adige presentino in alcuni punti livelli di inquinamento – anche da PFAS – che, in assenza di normative più restrittive, potrebbero aumentare nel tempo.

Dal canto loro, i vertici di Acquevenete hanno chiarito che non esiste al momento una previsione di escludere l’Adige dalle fonti idriche locali, sottolineando come il sistema di filtrazione attualmente garantisca standard adeguati.

Rete idrica e rischio allagamenti

Un altro punto sollevato riguarda la rete infrastrutturale cittadina.

Secondo Merlo, nei programmi presentati dalla società non emergerebbe un piano specifico per Rovigo dedicato al rifacimento delle condotte idriche, necessario per ridurre le perdite, né interventi strutturali sulle condotte fognarie in alcune zone della città, dove si registrano commistioni con le acque meteoriche.

Una criticità che diventa particolarmente evidente durante gli eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti, che possono causare allagamenti.

La consigliera ha comunque ricordato gli interventi realizzati negli anni scorsi dall’amministrazione comunale guidata da Edoardo Gaffeo, tra cui la ricalibratura della condotta che raccoglie le acque dell’area della Commenda fino a piazza Ungheria. Nel frattempo Acquevenete sta realizzando un bacino di laminazione per migliorare la gestione delle acque meteoriche.

Il progetto della nuova sede

Nel corso della seduta è stato inoltre illustrato il progetto per la nuova sede di Acquevenete in via Benvenuto Tisi, che prevede anche la ristrutturazione della torre piezometrica destinata a diventare un museo dell’acqua e centro di educazione ambientale.

All’esterno è previsto anche un parcheggio, in parte utilizzabile dal pubblico, con una quindicina di posti disponibili però solo durante l’orario di apertura degli uffici.

Su questo punto Merlo ha chiesto chiarimenti all’amministrazione comunale sul contributo di 250 mila euro stanziato dal Comune su un terreno non di proprietà comunale, in cambio di un servizio di parcheggio che – ha osservato – risulterebbe limitato.

La richiesta di maggiore attenzione per il capoluogo

Dal confronto in aula è emersa, secondo la consigliera del Forum dei cittadini, la necessità di rafforzare la collaborazione tra il Comune e Acquevenete per adattare il sistema di approvvigionamento e gestione delle acque alle nuove condizioni climatiche.

Allo stesso tempo Merlo ha ribadito la richiesta che la società dedichi maggiore attenzione e investimenti alla città capoluogo, alla luce delle dimensioni della popolazione e delle criticità infrastrutturali ancora presenti.

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