ROVIGO – Si è spento oggi all’età di 86 anni Lauro Pavanello, imprenditore tra i più conosciuti del Polesine, storico presidente della Rugby Rovigo e figura di riferimento dello sport cittadino. Con la sua scomparsa Rovigo perde uno dei protagonisti della propria storia imprenditoriale e sportiva, capace di coniugare il successo dell’azienda di famiglia con un impegno costante a favore delle società sportive del territorio.
Lascia i figli Federico, Marco, Laura, Federica, Diletta, Peter e Antonio, ai quali era profondamente legato. Una famiglia nella quale il rugby è diventato una vera e propria tradizione.
Federico Pavanello ha vestito la maglia delle giovanili della Rugby Rovigo, mentre Peter Pavanello è stato tra i protagonisti dello scudetto conquistato dai Bersaglieri nel 2016 da giocatore, tornando poi a contribuire ai successi rossoblù anche come preparatore atletico.
Il figlio Antonio Pavanello, cresciuto rugbisticamente proprio alla Rugby Rovigo, ha poi intrapreso una carriera che lo ha portato a diventare uno dei simboli del rugby italiano, vestendo la maglia del Benetton Treviso e della Nazionale azzurra. Conclusa l’attività agonistica, oggi è presidente del Benetton Rugby, società che milita nello United Rugby Championship.
A ricordare Lauro Pavanello sono stati gli stessi familiari con un messaggio pubblicato sui social. «Instancabile lavoratore a cui tutti volevamo bene. Sei sempre stato l’esempio che con umiltà, tenacia e sacrificio i risultati arrivano sempre».
Secondogenito di quattro fratelli, era nato il 9 settembre 1939. A soli sedici anni aveva iniziato a lavorare accanto al padre Attilio, falegname, riuscendo contemporaneamente a conseguire il diploma frequentando i corsi serali.
Da quell’esperienza sarebbe nata la crescita della Pavanello Serramenti, azienda diventata negli anni una delle realtà imprenditoriali più prestigiose del territorio, conosciuta ben oltre i confini nazionali per la qualità dei serramenti in legno e per la capacità di coniugare tradizione artigianale e innovazione.
Parallelamente all’attività imprenditoriale coltivò quella che definiva la sua grande passione: lo sport. Amava raccontare che il suo unico rimpianto fosse quello di non aver potuto praticarlo da ragazzo. Un vuoto che cercò di colmare dedicando tempo, risorse ed entusiasmo al sostegno delle società sportive polesane. Per questo impegno ricevette dal Coni la Stella di Bronzo al Merito Sportivo.
I primi incarichi dirigenziali risalgono alla seconda metà degli anni Settanta come vicepresidente del Grignano Calcio. Successivamente fu presidente del Gruppo Ciclistico Pavajon e sostenne numerose realtà sportive attraverso la propria azienda, arrivando anche a sponsorizzare la Sampdoria calcio.
Importante anche il suo contributo al rugby, con il sostegno al Villadose Rugby e soprattutto con l’esperienza ai vertici della Rugby Rovigo, di cui fu prima vicepresidente e poi presidente tra il 2004 e il 2006.
Il suo impegno si estese anche all’Olimpica Skaters Rovigo, società che guidò dal 2002 al 2009 accompagnandola in una delle stagioni più importanti della propria storia, caratterizzata dai successi mondiali di Marika Zanforlin e dalla qualificazione olimpica ai Giochi invernali di Torino 2006.
Con Lauro Pavanello scompare una figura che ha lasciato un segno profondo nell’imprenditoria polesana e nello sport cittadino. Un uomo che ha costruito un’azienda conosciuta nel mondo e che ha trasmesso ai propri figli la passione per il rugby, contribuendo, attraverso la sua famiglia, a scrivere alcune delle pagine più significative della storia ovale rodigina e nazionale.













