Prosegue nel Polesine l’attività della Guardia di Finanza contro il sommerso d’impresa. Scoperta un’officina priva delle necessarie autorizzazioni. In corso gli accertamenti fiscali.

FICAROLO (Rovigo) – Continua l’azione di contrasto all’abusivismo economico promossa dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Rovigo, impegnato in una serie di controlli mirati contro le attività che operano al di fuori delle regole, alimentando il fenomeno dell’economia sommersa e creando una forma di concorrenza sleale nei confronti delle imprese regolari del territorio.

Nei giorni scorsi, nell’ambito di due distinti interventi, i militari del Gruppo di Rovigo e della Tenenza di Occhiobello hanno individuato rispettivamente un centro estetico nel capoluogo polesano (LEGGI ARTICOLO) e un’autofficina a Ficarolo, entrambe risultate operative in maniera completamente abusiva e in violazione delle normative di settore.

Particolarmente significativo l’intervento eseguito dai finanzieri della Tenenza di Occhiobello, che hanno scoperto a Ficarolo un’autofficina clandestina dove un cittadino italiano di circa cinquant’anni svolgeva attività di riparazione di cicli e motocicli senza possedere i requisiti tecnico-professionali richiesti dalla legge e senza essere iscritto all’albo degli autoriparatori.

Gli accertamenti hanno evidenziato come il sedicente meccanico fosse privo delle abilitazioni previste dalla Legge 122 del 1992, che disciplina il settore delle autoriparazioni. Inoltre, non risultava aver richiesto all’Agenzia delle Entrate l’attribuzione della partita IVA, operando quindi completamente al di fuori del quadro normativo e fiscale.

Alla luce delle irregolarità riscontrate, i finanzieri hanno proceduto al sequestro amministrativo dell’intera autofficina, comprese le attrezzature professionali presenti nei locali: banchi da lavoro, cavalletti, ponte sollevatore, compressori e numerosi pezzi di ricambio. Contestualmente è stata elevata una sanzione amministrativa che può raggiungere i 15.500 euro, con la segnalazione del responsabile agli enti competenti.

Per entrambe le attività individuate sono tuttora in corso ulteriori approfondimenti investigativi finalizzati a quantificare l’eventuale base imponibile sottratta al fisco.

L’operazione conferma il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto al cosiddetto “sommerso d’azienda”, fenomeno che si manifesta attraverso l’esercizio di attività imprenditoriali o professionali in totale violazione degli obblighi fiscali e amministrativi. Una pratica che altera le dinamiche del mercato, consentendo a chi opera illegalmente di ridurre i costi di gestione e ottenere indebiti vantaggi competitivi a danno delle imprese che rispettano le regole.

L’abusivismo rappresenta inoltre un rischio anche per i consumatori, che possono inconsapevolmente affidarsi a operatori privi delle necessarie competenze tecniche e professionali, senza le garanzie offerte da attività regolarmente autorizzate e qualificate.

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