Il sindaco Natale Pigaiani ha spiegato perché l’amministrazione comunale, prima fra tutti i Comuni Polesani e forse anche del Veneto, ha aderito al movimento Agricoltori Uniti

BARUCHELLA (Rovigo) – Nel consiglio comunale di martedì 27 febbraio, è stato approvato all’unanimità il sostegno al Manifesto in dieci punti degli Agricoltori, con l’impegno formale di trasmettere la delibera al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste “Al fine di rappresentare le preoccupazioni della collettività per la grave crisi del comparto agricolo”.

Con queste parole il sindaco Natale Pigaiani ha spiegato perché l’amministrazione comunale di Baruchella, prima fra tutti i Comuni Polesani e forse anche del Veneto, ha aderito al manifesto del movimento ‘Agricoltori Uniti’, in cui si avanzano all’esecutivo alcune richieste, dalla detassazione dei terreni, alle agevolazioni per il carburante agricolo, alla revisione completa della Politica Agricola Europea.

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Siamo qua per discutere e approvare un documento che trasmetteremo a Roma nella speranza che il Ministero competente recepisca maggiormente le difficoltà del mondo agricolo ormai allo stremo – ha spiegato il sindaco –. Aggiungo che finora non è stato fatto nulla per alleviare queste difficoltà, tant’è che molte aziende hanno chiuso e questo non va bene”. La decisione nasce dall’esperienza di un paese prettamente agricolo che ha visto in questi anni sparire la “Cantina sociale”, il “Consorzio Frutticoltori del Tartaro” ed altre aziende del comparto.

Voglio sottolineare un’altra cosa, – ha aggiunto Pigaiani – questo è il primo Comune che approva un documento e lo manda direttamente al Ministero, spero che anche altri abbiano la stessa sensibilità perché più siamo ad esprimere solidarietà istituzionale e meglio sarà per l’agricoltura”.  

Il vicesindaco e assessore alle attività produttive Andrea Partesani registra con rammarico la situazione di crisi profonda venutasi a creare negli anni, soffermandosi sull’insostenibile divario fra costi e ricavi nella produzione. È assolutamente necessario remunerare adeguatamente la qualità del prodotto italiano, che così com’è non può reggere la concorrenza con l’importazione. L’incomparabile qualità del prodotto italiano va tutelato anche a garanzia della sicurezza del consumatore. “È una problematica che c’è da tempo e necessita di una decisione”. Il Vicesindaco ha anche affrontato il problema dei terreni destinati alla produzione di energia sottratti alla fertile produzione, una scelta che danneggia l’agricoltura già flagellata dalle calamità e dalle epidemie. 

Anche l’assessore Mariella Sperandio, ricordando le sue origini agrarie, ha espresso parole di convinta condivisione delle istanze contenute nel manifesto.

È stata data la parola a Carlo Manzali, rappresentante degli agricoltori che, dopo aver ringraziato l’Amministrazione per la condivisione della protesta, ha dato lettura dei dieci punti del “Manifesto”. Giovanni Casarotto, uno dei fondatori di “Agricoltori Uniti”, ha spiegato che fra le concause della crisi agricola ci sono la spirale della burocrazia, l’oppressione dei controlli, l’aumento esponenziale dei costi. Casarotto ha poi rilevato con amarezza come la distanza venutasi a creare con i vertici sindacali di categoria “…che sembrano ubbidire a logiche distanti dalla base e con i quali non è più possibile dialogare”, spieghi la natura spontaneistica della protesta della base. 

Infine, il capogruppo di minoranza consiliare, Massimo Gulmini, ha invitato gli agricoltori a non demordere, offrendosi anche per la raccolta firme “…per difendere i vostri interessi contro le associazioni di categoria ingessate, quasi preistoriche che guardano al passato”.

Fuori dal Municipio con un presidio di trattori ed in sala consigliare c’era una folta delegazione delle principali associazioni che aderiscono al “Manifesto”, accanto alla quale si registra l’attiva presenza del Vicesindaco di Badia Polesine Stefano Segantin

Ugo Mariano Brasioli

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