BERGANTINO (Rovigo) – A Bergantino si rinnova uno degli appuntamenti più sentiti dell’anno: la festa patronale dedicata a San Giorgio Martire, una celebrazione che affonda le sue radici nel Medioevo e che ancora oggi rappresenta un momento di forte identità collettiva.
San Giorgio, nato in Cappadocia intorno al 275 e morto a Nicomedia il 23 aprile 303, è ricordato come militare romano e martire cristiano, venerato da quasi tutte le Chiese. Il suo culto, attestato già dal IV secolo, si è diffuso in tutta Europa, assumendo nel tempo anche un potente valore simbolico. La celebre leggenda del drago, infatti, è stata interpretata come la vittoria del bene sul male, diventando uno dei racconti più iconici della tradizione cristiana medievale.
A Bergantino la devozione verso il santo è documentata da secoli. La chiesa di San Giorgio Martire, cuore religioso del paese, è citata già in fonti del XIV secolo e rappresenta ancora oggi il fulcro della vita spirituale locale. Nel corso del tempo l’edificio ha subito numerosi interventi: dal cantiere avviato nel 1673 fino all’inaugurazione nel 1700, passando per la costruzione del campanile tra il 1721 e il 1731, fino ai restauri del XIX e XX secolo.
La festa patronale, in programma giovedì 23 aprile, si inserisce in questa lunga tradizione di fede e partecipazione. L’iniziativa, promossa dalla parrocchia insieme all’associazione “Liberi di fare”, prevede alle ore 18 la celebrazione della santa messa seguita dalla processione per le vie del paese, momento centrale e simbolico della giornata.
A seguire, alle 19.45, la comunità si ritroverà per una cena conviviale nella sala parrocchiale: un’occasione di socialità e condivisione, accompagnata da intrattenimento musicale. Il ricavato della serata sarà destinato in beneficenza a sostegno delle attività della parrocchia.
Un appuntamento che unisce tradizione, spiritualità e solidarietà, confermando ancora una volta il forte legame tra Bergantino e il suo santo patrono.
Franco Rizzi


















