Un’esercitazione molto attesa per testare procedure e mezzi, specialmente dopo la disastrosa bomba d’acqua che ha flagellato Badia il 23 settembre scorso

BADIA POLESINE (Rovigo) – Venerdì 17 ottobre, con l’attivazione del Centro operativo comunale (Coc) e l’allestimento del campo base negli impianti sportivi di via Martiri di Villamarzana, è iniziata la prima simulazione di emergenza idraulico-idrogeologica organizzata dalla Protezione civile a Badia Polesine, denominata “Moyses”.

Un’esercitazione molto attesa per testare procedure e mezzi, specialmente dopo la disastrosa bomba d’acqua che ha flagellato Badia il 23 settembre scorso. La prova, già in agenda prima di quel nubifragio, ha previsto una simulazione d’emergenza idraulico-idrogeologica, attivando moduli esercitativi con motopompa, torre faro, una prova di contenimento arginale con un’evacuazione della popolazione e una di ricerca persone disperse con le “Giacche verdi a cavallo” (provenienti da Belluno e Verona). Non è mancata un’operazione di soccorso fluviale condotte dal nucleo Speleo-Alpino-Fluviale (SAF), una di tutela dei beni culturali in Vangadizza, effettuata da una squadra d’intervento padovana.


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Nelle prime due giornate sono stati interessati Villa d’Adige, il ponte dell’Autostrada, parco Munari con intervento di motopompa, torre faro e contenimento arginale in via Carmignola, in via Casoni, in via Boscovecchio, via Sorelle Romani (Crocetta), via Codegheggio (Villafora).

Un cartello giallo con scritto “Niente Paura” campeggiava sugli automezzi e nei luoghi d’intervento per ricordare che si trattava di una simulazione e non di un’emergenza reale.

All’esercitazione hanno aderito 15 gruppi con circa 120 volontari provenienti dai distretti Ro5, Ro6 e Ro1; tutti hanno lavorato in sinergia per fare sistema.

Soddisfatti l’assessore Stefano Segantin e il coordinatore di Anc Badia Remo Cestaro. Quest’ultimo ha dichiarato: “Per noi che nel 2005 siamo stati il primo Nucleo Anc Polesano regolarmente registrato per la Protezione civile – dice Cestaro –, questa esercitazione è stata utilissima, consentono un coordinamento e uno scambio d’informazioni strategiche fra i vari nuclei d’intervento”. Attualmente il gruppo Anc Badia, che opera in convenzione col Comune, conta 41 iscritti (22 gli effettivi in Protezione civile) e dispone di un nuovo Pick-up, un pulmino, una torre faro e una motopompa idrovora.

Anche il Coordinatore distrettuale Flavio Rizzi ha confermato l’importanza di questi addestramenti per aumentare l’efficienza operativa dei volontari “…perché c’è sempre qualcosa da migliorare; il debriefing finale serve a questo. Fondamentale resta anche il coinvolgimento della popolazione attraverso l’informazione, a partire dalle scuole di primo grado”.

Domenica 19 ottobre, infine, Autorità civili e militari, insieme ai Volontari di protezione civile, hanno tirato le somme di questa prima esperienza in Badia. 

Il sindaco Giovanni Rossi, esprimendo sincera ammirazione ai volontari, ha parlato di giornate intense, nelle quali sono state messe in campo “…tanta professionalità e una grande comunione anche fra persone che si vedevano per la prima volta”. Non è mancato un ringraziamento a Pro Loco Badia, che sabato sera ha organizzato la cena per i volontari, con un plauso a Laura Campion per aver gestito tutto il coordinamento con Monica Gambardella

Il Viceprefetto vicario di Rovigo dr. Guido Parlato, ha sottolineato come queste manifestazioni aiutino a far crescere nella comunità la consapevolezza dell’importanza della prevenzione.

L’assessore regionale Cristiano Corazzari, portando il saluto istituzionale della Regione e rivendicando maggior autonomia per la gestione del territorio, ha parlato dei Volontari come diun punto di riferimento, affermando: “Penso che ogni cittadino debba a Voi gratitudine”. 

Il presidente della Provincia, Enrico Ferrarese, ha condiviso gli apprezzamenti per i volontari, tributando loro tutta la riconoscenza della comunità polesana “…specialmente a questo tipo di volontariato qualificato, con specifica formazione ed abilitazione per affrontare le emergenze. Queste esercitazioni mettendo in rete tanti gruppi operativi permettono di creare un sistema efficace”.

A seguire sono intervenuti il sindaco di Costa e presidente del distretto Ro5, Gian Pietro Rizzatello, l’ing. Tommaso Settin (del dipartimento regionale di Protezione civile) e il sindaco di Lendinara Francesca Zeggio, che ha richiamato l’attenzione sulle nuove norme regionali “…che mettono in discussione le competenze nella gestione della territorialità” in ambito Ato. Tutti, con accenti diversi, hanno riconosciuto l’importanza di rafforzare il sistema di rete territoriale.

Monica Gambardella, in particolare ha definito i Volontari “Sentinelle del territorio necessarie per aumentare la capacità di resilienza in una provincia geologicamente fragile”. 

Con la distribuzione degli attestati di partecipazione, le foto rituali, lo smantellamento del campo base e l’ammaina bandiera, Moyses è quindi terminato.

Ugo Mariano Brasioli

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