Da giorni dipendenti e utenti alle prese con temperature proibitive all'interno della sede. Slc Cgil e Cgil Rovigo chiedono interventi immediati sugli impianti di climatizzazione e accusano l'azienda di non programmare la manutenzione.

ADRIA (Rovigo) – Da tre giorni consecutivi l’ufficio postale di Adria registra temperature interne comprese tra i 29 e i 32 gradi, una situazione che sta mettendo a dura prova lavoratori e cittadini. A rendere ancora più critica la permanenza negli ambienti è la conformazione dell’edificio, caratterizzato da ampie pareti vetrate esposte al sole per l’intera giornata, che trasformano gli spazi in un vero e proprio effetto serra.

I dipendenti sono costretti a lavorare fino a sei ore consecutive in condizioni ambientali particolarmente gravose, con inevitabili ripercussioni sulla salute e sulla qualità del servizio. Anche la clientela è costretta ad attendere il proprio turno in locali soffocanti e, spesso, finisce per riversare il proprio malcontento sugli operatori allo sportello, che si trovano a gestire un disagio non dipendente dalla loro attività.

Per il sindacato si tratta di un problema ormai cronico.

“Quello che sta accadendo ad Adria non è un episodio isolato né imprevedibile. È una situazione che si ripresenta puntualmente ogni estate in molti uffici postali del Veneto e dimostra la mancanza di una seria programmazione della manutenzione degli impianti di climatizzazione e di un’efficace attività di prevenzione, che chiediamo formalmente all’azienda già dall’inizio dell’anno”, afferma Stefano Gallo, Slc Cgil Veneto.

Secondo il sindacato, nonostante le segnalazioni preventive, ogni estate si ripresentano le stesse criticità: impianti assenti, insufficienti o privi di un’adeguata manutenzione. Una situazione che, sottolinea la Cgil, rappresenta una scarsa attenzione nei confronti della salute dei lavoratori.

Nel mirino finiscono anche le scelte organizzative dell’azienda.

“Il timore è che per Poste Italiane risulti più conveniente chiudere temporaneamente un ufficio, riorganizzando il personale, piuttosto che investire nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti. È una logica che scarica sui lavoratori e sui cittadini il costo del contenimento delle spese e rischia di impoverire ulteriormente il servizio sul territorio”, dichiara Pieralberto Colombo, Cgil Rovigo.

Per il sindacato si tratta di una prospettiva inaccettabile per un’azienda che continua a registrare risultati economici positivi, ma che, quando si tratta di garantire ambienti di lavoro sicuri e un servizio dignitoso agli utenti, continua a rinviare gli interventi necessari.

Slc Cgil e Cgil Rovigo chiedono quindi: l’immediato ripristino e la messa a norma degli impianti di climatizzazione dell’ufficio postale di Adria; una valutazione strutturale dell’edificio, con particolare attenzione alle superfici vetrate, per individuare soluzioni in grado di limitare l’effetto serra; un piano annuale di manutenzione preventiva da avviare entro la prossima primavera in tutti gli uffici postali del territorio; l’apertura di un confronto immediato con l’azienda, affinché la tutela della salute dei lavoratori non sia subordinata a logiche di contenimento dei costi.

“Continueremo a vigilare e a mobilitarci affinché la salute dei lavoratori e dei cittadini torni a essere una priorità concreta e non un problema che si ripresenta, puntualmente, ogni estate”, concludono Stefano Gallo, Slc Cgil Veneto, e Pieralberto Colombo, Cgil Rovigo.

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