Il candidato polesano alle suppletive della Camera dialoga con amministratori e nuove generazioni: mobilità, servizi e tutela del territorio tra i temi del confronto

CEREGNANO (Rovigo) – Un confronto aperto tra amministratori, giovani e rappresentanti del territorio per discutere il futuro del Polesine. È questo il senso dell’incontro pubblico “Nuove generazioni & territorio”, che si è svolto sabato 7 marzo all’Auditorium di piazza Marconi a Ceregnano, promosso dal gruppo consiliare del Partito Democratico di Ceregnano e dal Coordinamento Progressisti.

L’iniziativa è stata anche l’occasione per presentare Giacomo Bovolenta, candidato del centrosinistra alle elezioni suppletive della Camera dei deputati del 22 e 23 marzo, che ha dialogato con amministratori e cittadini raccogliendo idee, proposte e preoccupazioni provenienti dal territorio polesano.

Durante l’incontro il candidato ha ribadito l’importanza di costruire politiche che partano dall’ascolto delle comunità locali, con particolare attenzione alle nuove generazioni e alle loro esigenze.

Nel dibattito è intervenuta Elena Botton, laureata magistrale in Economia – Innovazione e Imprenditorialità, originaria di Villadose, che ha posto l’attenzione sul ruolo dei piccoli comuni del Polesine e sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra amministrazioni.
«I nostri comuni hanno grandi potenzialità – ha spiegato – ma spesso, proprio per le loro dimensioni, fanno fatica ad affrontare da soli progetti importanti. Rafforzare la cooperazione tra i comuni significa creare sinergie e sviluppare progettualità condivise, dalla mobilità ai servizi fino alla valorizzazione del territorio».

Tra le sfide principali evidenziate nel confronto c’è anche la necessità di rendere i piccoli centri più attrattivi per i giovani, investendo su servizi, opportunità lavorative e innovazione, ad esempio attraverso spazi di coworking e iniziative che favoriscano nuove attività professionali. «Se i giovani restano o tornano a vivere nei nostri paesi – ha sottolineato Botton – il territorio cresce e si rinnova».

All’incontro ha partecipato anche Giacomo Stoppa, consigliere comunale e segretario del Pd di Ceregnano, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di difendere il paesaggio e l’equilibrio ambientale del Polesine nelle scelte di sviluppo, citando tra gli esempi alcune progettualità legate a impianti di biometano o a grandi distese di fotovoltaico.

Sul tema delle infrastrutture Stoppa ha indicato nella mobilità ferroviaria una leva strategica per il territorio, ipotizzando il potenziamento della linea come una sorta di metropolitana di superficie capace di migliorare i collegamenti tra i centri del Polesine.

A portare il contributo degli amministratori locali è stato anche Enrico Bonato, consigliere comunale di Adria della lista civica Impegno per il Bene Comune, che ha definito il Polesine «un territorio bellissimo ma anche fragile», sottolineando l’importanza di investire nella ricerca e nello studio delle sue caratteristiche ambientali e delle potenzialità di sviluppo sostenibile.

Sul ruolo delle nuove generazioni nella politica locale è intervenuto Francesco Biolcati, consigliere comunale di Rosolina e membro dell’Assemblea nazionale dei Giovani Democratici. «Questo territorio può salvarsi solo se si punta su amministratori locali giovani», ha affermato, richiamando anche la necessità di difendere il Polesine da scelte che potrebbero comprometterne il futuro, come inceneritori, trivellazioni o progetti ritenuti impattanti.

A chiudere l’incontro è stato lo stesso Giacomo Bovolenta, che ha raccolto gli spunti emersi dal confronto ribadendo l’impegno a portare in Parlamento le istanze del territorio polesano, con particolare attenzione alla tutela dell’ambiente, allo sviluppo sostenibile e alla valorizzazione delle risorse locali.

In conclusione è intervenuto anche Matteo Favero, commissario provinciale del Partito Democratico di Rovigo, che ha sottolineato l’importanza del rapporto diretto con il territorio. «Per governare bene un territorio – ha affermato – è fondamentale conoscerlo, viverlo e ascoltare chi lo abita ogni giorno».

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