ROMA – I segretari generali Pieralberto Colombo per la Cgil Rovigo e Gino Gregnanin per la Uil Rovigo annunciano che anche Cgil e Uil polesane hanno partecipato, con quasi 200 lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati e giovani partiti con corriere e treni, alla manifestazione nazionale a Roma sabato 20 aprile 2024.
La manifestazione ha voluto rilanciare con forza le proposte di Cgil e Uil, inascoltate dal Governo, per investimenti veri sulla sanità pubblica, unica che può garantire davvero universalita’ al diritto alla salute, su cui invece si continua a disinvestire in rapporto al PIL del Paese (ormai al 6,3% contro più del 7% di altri Paesi in Europa).
Per un fisco equo e progressivo che favorisca realmente i redditi medio bassi di dipendenti e pensionati, senza condoni e concordati vari che favoriscono l’evasione, per una tassazione significativa dei grandi extra profitti realizzati in questi anni in vari settori dalle Imprese e per una tassazione delle grandi rendite improduttive finanziarie oggi tassate meno del lavoro dipendente e dei pensionati. Questa equità fiscale consentirebbe di trovare nuove risorse da investire sullo stato sociale che si sta via via smantellando, favorendo così il privato per chi però se lo può permettere (ed ormai in Italia circa 3 milioni di persone rinuciano a curarsi ed in Polesine la spesa per la sanità privata è aumentata in media di oltre il 3% per lavoratori e pensionati tra il 2022 ed il 2023).

Ancora al centro della manifestazione si è posta la richiesta di provvedimenti veri e radicali per contrastare la piaga dei morti sul lavoro (ancora 3 al giorno in Italia!), su cui chi ha responsabilità di Governo non ha il coraggio d’intervenire con chiarezza, mentre le articolate proposte delle organizzazioni sindacali cadono nel vuoto.
Infine si è voluto rilanciare il tema dell’innalzamento dei salari e del contrasto alla precarietà che sono spesso il rovescio di una stessa medaglia, mentre anche su questa urgenza il Governo è sordo rispetto alle proposte di Uil e Cgil.
Questione ancora più urgente nel nostro territorio dove oltre 80% delle nuove assunzioni avviene con contratti precari e le retribuzioni medie da lavoro dipendente, oltre che da pensione, sono le più basse del Veneto e tutto ciò contribuisce al grave spopolamento della nostra Provincia che tra il 2019 ed il 2024 ha perso altri 7.500 abitanti.
Per tali ragioni, anche localmente, la mobilitazione continuerà per superare le troppe diseguaglianze sociali prodottesi.
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