CASTELNOVO BARIANO (Rovigo) – Dopo oltre mezzo secolo di attività e di impegno nel volontariato, la sezione comunale Avis San Pietro Polesine–Castelnovo Bariano si avvia alla chiusura definitiva. La decisione è maturata nei mesi scorsi a seguito della mancanza di nuovi dirigenti e di ricambio generazionale, una situazione che ha portato l’Avis provinciale di Rovigo ad avviare la procedura burocratica di cancellazione della sezione locale.
Una conclusione che lascia un centinaio di donatori senza una sede di riferimento nel territorio e che, secondo alcuni storici volontari, si accompagna anche al silenzio dell’amministrazione comunale, informata della situazione ma finora rimasta senza iniziative pubbliche.

Una storia iniziata nel 1970
La presenza dell’Avis nel territorio nasce nel 1970 a San Pietro Polesine, frazione di Castelnovo Bariano, grazie all’iniziativa di Giuseppe Cavicchioli, dirigente che nel tempo arriverà fino alla carica di consigliere nazionale dell’associazione. In quegli anni lo slogan era significativo: “a San Pietro Polesine un donatore di sangue ogni cinque abitanti”.
Il gruppo faceva riferimento alla sezione comunale di Legnago, una realtà molto ampia con 34 gruppi e circa duemila iscritti.
Dieci anni dopo, nel 1980, anche nel capoluogo Castelnovo Bariano nacque un gruppo Avis, promosso dall’avisino sampietrese Ivo De Biaggi, sempre con il collegamento organizzativo alla struttura di Legnago.

La fusione e gli anni di maggiore attività
Nel 1998 i due gruppi decisero di unire le forze fondendosi sotto la denominazione Avis San Pietro Polesine. Alla guida fu eletto Sergio Mazzali, protagonista di un periodo particolarmente intenso per l’associazione locale.
Furono anni caratterizzati da crescita dei soci, iniziative pubbliche e collaborazione con le amministrazioni comunali, con il numero degli iscritti che arrivò a sfiorare le 200 unità.
Il passaggio alla provinciale e le difficoltà
Nel 2014, con l’entrata in vigore del nuovo statuto nazionale Avis, il gruppo si trasformò in sezione comunale aderente alla provinciale di Rovigo. In quella fase di rinnovamento Sergio Mazzali lasciò la presidenza al più giovane Omar Pelà, residente a Menà di Castagnaro.
Negli anni successivi però la situazione organizzativa è diventata sempre più complessa. La mancanza di volontari disponibili a ricoprire ruoli direttivi e il progressivo calo del ricambio generazionale hanno portato a un rallentamento delle attività associative.
Lo scorso febbraio, durante un’assemblea convocata nella sala civica di Castelnovo Bariano, l’Avis provinciale – rappresentata dal presidente Francesco Chiavilli e dal segretario Andrea Bodo – ha preso atto della situazione: assenza di attività e impossibilità di garantire il turn over dirigente, nonostante i donatori continuassero a effettuare regolarmente le loro donazioni.
Da qui l’avvio della procedura per la cancellazione della sezione comunale, che dovrebbe concludersi nelle prossime settimane. I donatori locali faranno riferimento alle sezioni comunali di Bergantino e Castelmassa.
L’amarezza dei volontari storici
Tra i volontari storici non manca l’amarezza. Franco Rizzi, dirigente e donatore oggi a riposo per motivi di età, esprime tutta la sua delusione per la fine della sezione.
“Sono molto amareggiato per questa chiusura – afferma –. Per decenni i nostri donatori si sono distinti per la cultura del dono del sangue, per la solidarietà concreta e per tante iniziative che hanno ricevuto consensi dentro e fuori il territorio. Siamo arrivati ad avere quasi 200 iscritti”.
Rizzi sottolinea anche un aspetto politico-istituzionale: “Mi sarei aspettato un intervento della sindaca, magari convocando un’assemblea con associazioni e cittadini per affrontare almeno il problema. Invece non è successo nulla”.
Un fenomeno sempre più diffuso
La chiusura della sezione castelnovese non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi anni diverse Avis provinciali hanno dovuto accorpare o fondere sezioni comunali, spesso per motivi organizzativi e burocratici.
La causa principale resta la difficoltà nel trovare nuovi volontari disposti a ricoprire incarichi direttivi, un problema che riguarda molte realtà associative italiane.
Eppure, ricorda Rizzi, il valore del dono resta immutato: “Il sangue donato salva vite e porta speranza. È un gesto nobile che non dovrebbe mai essere dimenticato”.



















One Comment
In riferimento al contributo pubblicato su rovigonews sulla chiusura della sezione Avis San Pietro Polesine, l’Amministrazione comunale ritiene opportuno fornire alcune precisazioni per rispetto della storia dell’associazione e dei tanti donatori che in questi anni hanno rappresentato un esempio di solidarietà per tutta la comunità.
La Sindaca e l’Amministrazione comunale non sono rimaste in silenzio, come riportato nel testo. Al contrario, negli ultimi mesi sono stati più volte mantenuti contatti con il presidente Omar Pelà, anche nel giorno stesso della riunione di febbraio convocata per affrontare la situazione della sezione. Parallelamente l’Amministrazione ha parlato con diversi associati dell’Avis di San Pietro Polesine, manifestando piena disponibilità a organizzare un incontro pubblico e a collaborare per individuare persone disponibili a guidare la sezione.
Purtroppo, dai confronti avuti, è emersa una difficoltà concreta: all’interno dell’attuale numero esiguo di partecipanti non si è trovata la disponibilità di volontari disposti ad assumere incarichi direttivi, né la possibilità di dedicare tempo all’organizzazione delle attività, alle riunioni e alla promozione dell’associazione. Si tratta di una situazione che oggi riguarda molte realtà associative, dove rispetto agli anni ’70 e ’80 diventa sempre più difficile trovare persone disponibili ad assumersi impegni e responsabilità nel volontariato.
È stato inoltre riferito che una parte degli associati è già orientata a fare riferimento alla sezione Avis di Castelmassa per proseguire nel percorso di donazione.
Resta comunque aperta la disponibilità dell’Amministrazione e delle associazioni del territorio ad accogliere chiunque desideri mettersi in gioco: sia per assumere ruoli di responsabilità all’interno delle associazioni, come nel caso della sezione Avis, sia per contribuire in tante altre forme di volontariato civico, anche con piccoli gesti di cura del territorio. Chi tra voi lettori, giovani e meno giovani, avesse interesse sarà sempre il benvenuto e potrà trovare supporto e accompagnamento per iniziare questo percorso di impegno per la comunità.
Resta naturalmente la piena disponibilità del Comune a sostenere ogni iniziativa che possa mantenere viva la cultura del dono e del volontariato, valori fondamentali per la nostra comunità.