Il Popolo della Famiglia attacca la sinistra: “Un cedimento ideologico che mette a rischio identità, storia e valori del territorio”

ROVIGO – A Rovigo si accende lo scontro politico e culturale su una proposta destinata a far discutere: l’istituzione di aree cimiteriali riservate alla comunità islamica. Un’ipotesi sostenuta dagli ambienti della sinistra inclusiva e arcobalenista, ma che incontra una netta e durissima opposizione da parte de Il Popolo della Famiglia.

A prendere posizione è il segretario nazionale del partito, Mirko De Carli, che non usa mezzi termini e parla di una prospettiva “inaudita e pericolosa”. Secondo De Carli, ci si troverebbe di fronte a un vero e proprio capovolgimento ideologico: “Sono sbigottito. Assistiamo al tragico spettacolo degli epigoni di Marx e Lenin che, dopo aver combattuto ogni religione, oggi arrivano a una prostituzione intellettuale pur di servire un culto che, se andasse al potere, li cancellerebbe sia sul piano intellettuale che fisico”.

Nel mirino del Popolo della Famiglia c’è quello che viene definito un atteggiamento miope e privo di principi, incapace di distinguere tra libertà religiosa e concessioni che rischiano di minare la coesione sociale.
Con l’Islam politico non si deve mai abbassare la guardia – prosegue De Carli – basta osservare ciò che accade in Iran e in altri Paesi dove quell’ideologia governa: le libertà individuali vengono sistematicamente annientate”.

Secondo il segretario nazionale, la questione dei cimiteri non è un dettaglio amministrativo, ma tocca nervi scoperti dell’identità culturale e religiosa del territorio. Consentire sepolture islamiche in cimiteri di tradizione cristiana rappresenterebbe, a suo avviso, un cedimento simbolico grave e irreversibile.

La proposta del Popolo della Famiglia è netta: “Dovrebbero essere i cittadini rodigini a opporsi per primi. La soluzione più logica e giusta è il rimpatrio delle salme nei Paesi d’origine. È ora di difendere la nostra identità, la nostra storia e i nostri valori, che in terra italiana non possono essere messi in discussione”.

Il tema promette di continuare a dividere Rovigo, trasformandosi in un banco di prova non solo politico, ma anche culturale, su integrazione, radici e limiti dell’inclusione.

One Comment
  1. vogliono il loro cimitero?? lo possono fare..a CASA LORO!! da quando lìospitante deve adattarsi alle esigenze dell’ospiste??

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