La sindaca di Rovigo rompe definitivamente con l'ex capogruppo di Fratelli d'Italia: «Ha scelto di uscire dalla coalizione». E rivendica: «Nessun ricatto condizionerà l'azione amministrativa»

ROVIGO – La frattura politica tra la sindaca Valeria Cittadin e il consigliere comunale Aniello (Nello) Piscopo appare ormai insanabile. Dopo le tensioni delle ultime settimane e il passaggio dell’ex capogruppo di Fratelli d’Italia al Gruppo Misto (LEGGI ARTICOLO), arriva una presa di posizione netta del primo cittadino, che considera definitivamente conclusa l’appartenenza di Piscopo alla maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale.

A far precipitare i rapporti sarebbe stato quanto accaduto nell’ultima seduta del Consiglio comunale, quando il consigliere avrebbe contribuito, insieme alle opposizioni, a far venir meno il numero legale. «Quanto accaduto ieri segna un passaggio politico definitivo – dichiara Cittadin –. Il consigliere Piscopo, con la scelta compiuta in aula, ha sancito la propria uscita dalla maggioranza. Non si è trattato di una presa di distanza occasionale o di un semplice gesto di protesta, ma di una decisione politica chiara e consapevole che ne ridefinisce la collocazione».

Per la sindaca il comportamento tenuto in aula rappresenta un atto incompatibile con il sostegno all’esecutivo. «Quando si sceglie di far venir meno il numero legale insieme alla minoranza, si compie un atto incompatibile con l’appartenenza alla maggioranza. Per questo considero conclusa la sua esperienza politica all’interno della coalizione che sostiene l’amministrazione».

Parole che certificano una rottura maturata dopo mesi di tensioni interne al centrodestra rodigino, durante i quali Piscopo aveva più volte espresso posizioni critiche nei confronti dell’operato della giunta e delle scelte politiche della sindaca.

Nel suo intervento Cittadin ha inoltre voluto respingere qualsiasi ipotesi di condizionamento politico, rivendicando autonomia e indipendenza nelle scelte amministrative. «Io un lavoro ce l’ho e non ho mai vissuto il ruolo di sindaco come una posizione da conservare a ogni costo. Dal giugno 2024 sto dedicando a questo incarico impegno, energie e senso del dovere, con un unico obiettivo: esercitare con responsabilità il mandato che i cittadini mi hanno affidato e lavorare per il bene della città».

Un passaggio che precede uno dei messaggi più duri rivolti all’ex alleato. «Sono disponibile a proseguire questo percorso con chi condivide questo spirito di servizio, con chi intende lavorare con serietà, lealtà e responsabilità nell’interesse esclusivo dei cittadini. Non sono invece disponibile ad accettare pressioni, ultimatum o tentativi di condizionare l’azione amministrativa per interessi personali o logiche estranee al bene comune».

La sindaca ribadisce poi un principio che definisce irrinunciabile: «Non c’è spazio per i ricatti e non ce ne sarà mai. L’ho detto fin dall’inizio del mandato e lo ribadisco oggi con ancora maggiore convinzione. Amministrare una città richiede responsabilità, coerenza e rispetto delle istituzioni».

Secondo Cittadin, la scelta di Piscopo avrebbe ottenuto un risultato opposto rispetto alle intenzioni del consigliere. «Il comportamento del consigliere Piscopo ha prodotto un effetto opposto rispetto a quello che probabilmente si proponeva di ottenere. La sua scelta ha infatti rafforzato la maggioranza, che in modo compatto non ha compreso né condiviso quanto accaduto».

La sindaca parla infatti di una coalizione che, proprio di fronte alla crisi politica, avrebbe ritrovato compattezza. «Di fronte a un gesto che ha messo in discussione il regolare svolgimento dei lavori consiliari, la maggioranza ha dimostrato maturità, senso di responsabilità e rispetto del mandato ricevuto dai cittadini, confermando solidità e consapevolezza del ruolo che è chiamata a svolgere».

La conclusione è un messaggio diretto sia all’aula sia alla città. «Il mio unico riferimento restano i cittadini e il mandato che mi hanno affidato. Con questo spirito continuerò a svolgere il mio ruolo di sindaco, senza farmi intimidire da nessuno e senza arretrare di fronte a comportamenti che nulla hanno a che vedere con il senso delle istituzioni e con il rispetto dovuto alla comunità».

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