L’organizzazione agricola denuncia presunte anomalie nella Commissione Unica Nazionale del grano duro e chiama in causa il ruolo del commissario di Confcooperative. Carlo Salvan: “Trasparenza e tutela del reddito degli agricoltori sono priorità assolute per una coltura strategica anche in Veneto”.

VENEZIA – Si accende lo scontro sulla CUN del grano duro. Coldiretti torna all’attacco e chiede l’esclusione del commissario di Confcooperative dalla Commissione Unica Nazionale, denunciando una situazione di presunto conflitto di interessi che, secondo l’organizzazione agricola, rischierebbe di compromettere la trasparenza nella formazione del prezzo indicativo del cereale.

“In un comunicato il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca, Raffaele Drei, parla dei massimi sistemi, ma non risponde sul punto centrale della vicenda: il conflitto di interessi in capo al commissario di Confcooperative nella CUN grano duro”, afferma Coldiretti. Secondo l’organizzazione, il commissario avrebbe addirittura proposto ribassi dei prezzi superiori a quelli richiesti dalla stessa parte industriale, assumendo un atteggiamento “più da compratore che da venditore”.

Una circostanza che Coldiretti sostiene di aver già segnalato al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, chiedendo verifiche a tutela della correttezza e della trasparenza del processo di formazione del prezzo.

L’organizzazione respinge inoltre le smentite arrivate da Raffaele Drei, sostenendo che le contestazioni sarebbero supportate da testimonianze dei commissari, verbali e resoconti delle sedute della CUN. “Riteniamo che il comportamento tenuto dal loro commissario configuri un chiaro conflitto di interessi”, ribadisce Coldiretti.

Nel merito della questione, l’associazione sottolinea come la CUN sia stata voluta proprio per contrastare distorsioni e speculazioni del mercato e per garantire maggiore trasparenza nella determinazione dei prezzi. L’obiettivo, evidenzia Coldiretti, resta quello di difendere il reddito agricolo, valorizzare il grano italiano e assicurare condizioni di mercato più eque per i produttori.

Particolarmente significativa, secondo Coldiretti, è la situazione del Veneto, dove il comparto cerealicolo sta tornando a investire sul grano duro grazie allo sviluppo delle filiere di qualità e del Made in Italy.

“Quanto sta accadendo nella CUN grano duro è ancora più grave se si considera che il Veneto sta tornando a credere in questa coltura”, afferma Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto e Rovigo, ricordando la mobilitazione promossa a Rovigo nel settembre 2025 per chiedere maggiore tutela dei cerealicoltori e strumenti di trasparenza come la stessa Commissione Unica Nazionale.

Per Salvan, il grano duro rappresenta una coltura strategica per il territorio regionale, con oltre 16 mila ettari coltivati, concentrati soprattutto nelle province di Rovigo e Padova. Nonostante le difficoltà legate al clima e all’andamento dei mercati, gli agricoltori continuano infatti a investire in una produzione considerata fondamentale per le filiere della pasta italiana e del Made in Italy.

“È indispensabile che la formazione del prezzo avvenga nella massima trasparenza e senza alcuna ombra di conflitto di interessi”, sottolinea Carlo Salvan. “Gli agricoltori veneti non possono accettare che il valore del loro lavoro venga penalizzato da comportamenti che rischiano di alterare il corretto funzionamento della Commissione. Difendere la redditività delle imprese agricole significa garantire futuro alle produzioni cerealicole italiane, sostenere gli investimenti nelle campagne e rafforzare la sovranità alimentare nazionale”.

Il presidente regionale conclude ribadendo che chi rappresenta il mondo agricolo dovrebbe avere come unico obiettivo la tutela del reddito dei produttori e la valorizzazione del grano italiano, senza contribuire a comprimere ulteriormente i prezzi in una fase già complessa per le aziende del settore.

Per Coldiretti, il nodo resta quindi politico e sindacale: garantire regole chiare, trasparenza e corretta rappresentanza all’interno della CUN, affinché gli agricoltori possano contare su un sistema credibile e realmente orientato alla tutela del loro lavoro.

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