Per il capogruppo della lista civica Rovigo si ama la sindaca Valeria Cittadin è affetta da "strabismo politico" ed il caso più evidente, Iras a parte, è quello degli impianti per il biometano in frazione a Sarzano

ROVIGO – Il consigliere comunale Federico Frigato, ex candidato sindaco per la Lista civica Rovigo si ama, è l’unico che al tempo stesso abita nella frazione interessata dal progetto di realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti della filiera agroalimentare per la produzione di biometano, ed è anche dipendente di Ecoambiente.

Una doppia attenzione, quindi, per le questioni del biometano tra Sarzano e Mardimago per il doppio progetto, quello privato e quello pubblico di Ecoambiente che ha ottenuto il parere favorevole del Comitato Via della Provincia di Rovigo (LEGGI ARTICOLO).

“Si era capito subito dopo l’insediamento che il Sindaco Cittadin è solita usare due pesi e due misure su tutte le questioni che riguardano l’amministrazione della città – afferma Frigato – Glielo avevamo già fatto notare sulla vicenda Iras quando, dopo che per tutta la campagna elettorale si era spesa a parole per il mantenimento del servizio pubblico, aveva cavalcato decisa verso la privatizzazione, salvo poi redimersi nel momento in cui il mercato ha bloccato quella scelta infausta”.

Da Rovigo si ama vogliono tralasciare le contraddizioni che si sono susseguite fino ad oggi per soffermare l’attenzione su un’altra vicenda importante e pesante per il territorio rodigino: la centrale a biometano che si vuole insediare a Sarzano, autorizzata dalla Regione, con l’avvallo tecnico e politico (accordo con il privato) del Comune di Rovigo.

“È nota la posizione del Sindaco, riversata più volte sui cittadini e sui comitati. Non sono serviti a nulla i convegni di approfondimento, i pareri di esperti o anche solo gli interventi finalizzati ad evidenziare 
le criticità di tale impianto e l’impatto sul territorio e sulle vite delle persone. Il Sindaco ha proseguito dritta per la sua strada, forte del parere degli uffici interni. “Io mi fido dei tecnici”, il mantra di questi mesi.

La stessa identica determinazione l’ha riposta sulla ferma contrarietà all’impianto di Ecoambiente, la società pubblica di proprietà di tutti i Comuni. In questo caso utilizzando motivazioni esattamente opposte e contrarie a quelle utilizzate per la centrale a biometano, agitando e presagendo problemi legati alle tariffe e alle tasche dei cittadini. Come a dire: in un’ipotetica scala dei valori, l’eventuale aumento della bolletta dei rifiuti prevale sull’eventuale danno alla salute dei cittadini” commenta Frigato.

“Evitiamo di analizzare tutte le possibili considerazioni che potrebbero derivare da una simile dicotomia di atteggiamento. Vogliamo, però, rivolgere l’ennesimo appello al Sindaco.
Dato che nel caso di Ecoambiente non si fida dei tecnici, al punto da chiedere perizie e valutazioni di terzi, ci chiediamo: perché non applicare lo stesso metodo anche con l’impianto del privato? Perché non aver messo in campo questa volontà di approfondire, verificare, valutare e non richiedere ulteriori pareri sull’impatto che ne deriva alla salute dei cittadini, al tessuto produttivo limitrofo, al valore economico delle abitazioni?

Se la sua caparbietà è fondata (non abbiamo ragione di pensare al contrario) e incentrata sulla difesa del territorio e sulla tutela dei cittadini, perché non tenere lo stesso atteggiamento con l’impianto del 
privato?

Infine, ci chiediamo dove sono e cosa pensano i partiti. Quale ruolo, quali decisioni, quale peso politico stanno esercitando in questa vicenda? Fanno congressi, si dividono sulle poltrone ma del bene comune 
si disinteressano completamente” concludono dalla civica Rovigo si ama.

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