FemiCz Rovigo con pochi fronzoli e tanta sostanza, ma soprattutto punti sul tabellone sempre e comunque. Modalità zero rischi e dominio nelle collisioni, per il resto ci ha pensato Thomson

ROVIGO – Il piano di gioco era evidente già all’annuncio delle formazioni, 7 avanti in panchina con zero opzioni al largo, coach Giazzon (foto in alto) ha lanciato il guanto di sfida al Valorugby davanti, dove la battaglia è in trincea. Sabato 1 marzo la FemiCz Rovigo ha superato il primo ostacolo, e quello dei ragazzi di coach Violi non era di quelli facili. Un poster costruito per vincere, da tutti era dato per favorito per lo scudetto, ma i nomi non fanno una squadra.

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Due settimane fa ha messo sotto il Petrarca con una prova maiuscola, al Battaglini ha provato a rientrare in partita, ma il delizioso ed implacabile piede di Thomson (foto qui sopra) lo ha tenuto a distanza (6 su 6). Un primo tempo dominante quello dei Bersaglieri, ma i 10 punti di vantaggio sono pochi rispetto al lavoro prodotto dal pack. Due chiare occasioni lasciate per strada, una per una gestione poco accurata dell’ovale, l’altra per questione di centimetri.

Della serie ‘adoro i piani ben riusciti’, coach Davide Giazzon si presenta in conferenza stampa con un cappellino nuovo di zecca, ed un sorriso che raramente gli abbiamo visto, “Qualcosina ci capiamo di rugby, con Joe Van Niekerk e Stefan Basson ci confrontiamo 10 ore al giorno, si parla poco ora di quello che vogliamo fare in campo, ma più della strategia rispetto alla squadre che andiamo ad affrontare. Tra due settimane li rincontriamo in Coppa Italia per la semifinale, intanto questa è una, ma non credo che la prossima sarà uguale. Loro cambieranno qualcosa, noi anche”. 


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Sulla strategia Giazzon è limpido, pochi fronzoli e tanta sostanza “Avevamo studiato bene la partita che avevano fatto con il Petrarca, un plauso a Brandon Thomson per il gioco al piede, qualcosa da rivedere forse nella ricezione da kick off, siamo stati sfortunati, ma gli errori fanno parte del gioco. Oggi era importante tenere il gap sul risultato, evitando che loro rimanessero attaccati al punteggio, hanno sempre dovuto rincorrere il risultato (sono stati al massimo a -6). I ragazzi hanno seguito il piano di gioco, abbiamo realizzato una ottima meta con una fase di transizione, forse potevamo farne una seconda, qualche occasione in più l’abbiamo avuta, però sapevamo che Reggio era un avversario molto ostico. Stiamo con i piedi per terra, non abbiamo ancora fatto nulla”.

Primo tempo dominante con la mischia, nella ripresa qualche punto interrogativo di troppo. Forse i cambi in prima linea troppo prematuri visto l’andamento delle fasi statiche, ma Giazzon spiega “Avendo una panchina lunga con gli avanti non volevamo dominare il set peace, ma il gioco. Nel primo tempo i ragazzi avevano speso molto, ci stava non rischiare, ma penso che chi è entrato ha fatto bene. Lapo Frangini ha conquistato un tenuto fondamentale, il calcio di punizione del singolo non lo guardo mai, i falli fanno parte del gioco (12 le penalità subite, una in più il Valorugby). I ragazzi hanno fatto una ottima settimana, e questa è la giusta moneta, si sono ripagati da soli”.

Poi una analisi che non è scontata “La battaglia sul territorio è più importante del possesso”, poi una sguardo al prossimo avversario, quei Lyons Piacenza che al Rovigo hanno dato più di un dispiacere nel recente passato “sarà dura”.

Giorgio Achilli

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