ADRIA – “Faccia discutere il consiglio comunale sulla proposta di Museo dell’Associazione “U. Maddalena” e sull’acquisto della casa dove è nato l’eroico pilota dell’Aereonautica Militare”. Così il consigliere comunale di Adria, Sandro Gino Spinello, entrando sulla questione riguardante la casa del famoso pilota a cui è intitolata anche un’associazione che, nei giorni scorso lo aveva accusato di poco interesse per l’acquisto della casa natale proprio di Umberto Maddalena.
“Convochi un Consiglio nella stessa Bottrighe, magari in seduta aperta. In questo modo finalmente si potrà comprendere effettivamente come stanno le questioni. Ribadisco il ragionamento che ho espresso in Consiglio sulla vicenda quando si è discusso sul bilancio comunale.
Non è noto quale materiale sia nelle effettive disponibilità di chi si propone di allestire il museo, non è stato indicato come si ipotizza di recuperare i cimeli dell’Eroe, e nemmeno precisato l’ammontare della spesa nel caso in cui si dovesse procedere all’acquisto degli stessi; non esiste un progetto di allestimento né un comitato scientifico che certifichi la “qualità” dell’operazione, non sono noti quali enti ed associazioni sono stati coinvolti; non esiste un progetto di massima che quantifichi i costi necessari per trasformare l’immobile in luogo museale”.
Proseguendo successivamente: “La Giunta Comunale, già da alcuni anni, ha messo a disposizione per questo “museo” un ampio salone al primo piano delle Scuole di Via Don Minzoni, spendendo circa 39 mila euro.
Sarebbero inoltre disponibili il Palazzo Civico e l’edificio dell’ex-Scuole Rosse in Piazza che, con interventi minimi, risulterebbero entrambi idonei ad ospitare un’iniziativa come questa. Una proposta iniziale potrebbe essere anche di allestire “un’anteprima del Museo” in uno di questi edifici.
Il mio timore è che dietro a tutti questi programmi di concreto ci sia ben poco. Ho conosciuto nel corso degli anni il legame profondo che unisce da sempre la Comunità di Bottrighe ad Umberto Maddalena e come questo eroe ne rappresenti l’identità stessa del paese”.
Aggiungendo poi: “La squadra di calcio portava il suo nome, l’asilo infantile è stato costruito alla sua memoria; insomma a Bottrighe tutto sa di Umberto Maddalena, nonostante l’eroico pilota abbia trascorso nella frazione solo i primi sette anni della sua vita.
Ricordo l’impegno del compianti Renato Casalicchio, Guido Penzo , dello stesso commendator Gino Navicella e di tanti altri, oltre che della stessa dell’Associazione dell’Arma Aereonautica di Bergantino, sede provinciale per tenerne viva la memoria nel corso di tanti decenni.
La mia disponibilità è piena per onorare la memoria di Umberto Maddalena nella maniera più significativa e duratura ma ho scelto di non prestarmi ad operazioni che hanno il sapore elettoralistico e che, come spesso accade, sono destinate ad evaporare in breve tempo”.
Sottolineando poi un fatto chiaro: “Tutte le Amministrazioni Comunali, che si sono susseguite dal dopoguerra in avanti, hanno sempre ricordato degnamente i Caduti per la Patria di Bottrighe, dedicando lapidi, piazze e vie e rinnovandone la memoria annualmente. Ho trovato di dubbio gusto che il sindaco Omar Barbierato abbia sostenuto l’iniziativa di collocare nella pavimentazione di fronte al Palazzo Civico, delle lastre in memoria di quei concittadini di Bottrighe che hanno perso la vita nell’adempimento del loro dovere; inizialmente ha accettato l’idea che fossero intese come “pietre dell’inciampo”.
Chiedo che queste targhe vengano rimosse urgentemente e collocate in maniera più degna e consona.
Questo per rispetto alla memoria di quei Cittadini e delle loro famiglie. La resa degli onori ai caduti non avviene certamente con il calpestio di ciò che li ricorda”.
Concludendo: “Quella che è stata effettuata è una deformazione dell’idea delle “pietre d’inciampo”; quelle “pietre” infatti vogliono rappresentare il costante ricordo dei luoghi dove hanno vissuto i deportati nei campi di concentramento nazifascisti.
La lettura della storia non va deformata, in questo modo si arreca un cattivo servizio specialmente alle nuove generazioni. Voglio anche ricordare al nostro Sindaco che: la Chiesa San Nicola – Monumento ai Caduti è inagibile da anni e nonostante gli impegni assunti continua a rimanere chiusa;
la ristrutturazione di Palazzo Cordella è ormai terminata da lungo tempo, ora, come si è sempre detto, potrebbero essere esposti nella cosiddetta “Sala Risorgimentale” i più significativi documenti cittadini di quell’epoca ed anche i numerosi cimeli dei garibaldini adriesi; ma tutto continua a rimanere lettera morta;
i locali dell’ex Circolo Unione del Teatro Comunale sono ritornati al loro antico splendore dopo i lavori di restauro, ciononostante continuano a rimanere chiusi; l’ex-commissariato in Piazzetta Orfeo è da decenni lasciato alla totale incuria; visto che non è stata possibile l’alienazione del palazzo, perché non si è pensato a reperire risorse per una sua ristrutturazione attraverso il Pnrr?
l’edificio di Piazza Bocchi è in condizioni pietose, la Biblioteca ha necessità assoluta di spazi, perché non si interviene su quel comparto edilizio per adibirlo a “Cittadella della Cultura”, come sempre dichiarato?
l’ex Casa dei Socialisti di Riviera Cesare Battisti, ora di proprietà comunale, è lasciata in abbandono da anni.
C’è ancora una consistente porzione di fabbricato, del Centro Civico di Baricetta, ormai in completo degrado; il raccordo in località Passetto, doveva essere completato con la totatoria entro pochi mesi, ma sono passati tre anni.
Chiedo a Barbierato, prima di procedere alla stipula dell’unico mutuo del suo mandato amministrativo di riflettere anche su queste situazioni, che rischiano di rimanere delle “incompiute” ancora per molto tempo.
Il mio impegno andrà, comunque, nella direzione che l’idea del Museo di Umberto Maddalena non resti sono sulla carta ma non si aggiunga, tra qualche tempo, alle tante opere ancor incompiute del Comune”.


















