Il cane abbaia e scappa, padrone condannato per stalking

L'avvocato del Foro di Rovigo Fulvia Fois commenta la condanna in Cassazione per un proprietario di animale domestico che continuava ad abbaiare e fuggiva dalla proprietà intimorendo vicini e passanti

Care lettrici e cari lettori,

questa settimana voglio parlarvi di una recentissima pronuncia della Corte di Cassazione davvero molto interessante, in cui il padrone di un cane è stato riconosciuto come responsabile dal punto di vista penale per la condotta del suo amico a quattro zampe.

Avete capito bene!

Un cane dall’atteggiamento, per così dire, prepotente, con il proprio continuo abbaiare e ringhiare verso i passanti e gli altri cani della zona, oramai terrorizzati, ha finito per mettere nei guai il proprio padrone.

I Giudici della Corte di Cassazione hanno infatti ritenuto ravvisabile il reato di stalking anche nel caso in cui a commetterlo materialmente sia un animale da compagnia non troppo educato.

Nel caso di specie, Fido abbaiava e “fuggiva” spesso dal proprio recinto, spaventando i vicini di casa e i passanti al punto tale da essere considerato “molesto” e suscettibile, con la propria condotta, di ingenerare uno degli eventi tipici del reato di atti persecutori, ovvero grave e perdurante stato d’ansia, fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto, ovvero alterazione delle proprie abitudini di vita.

Risultato?

Il padrone è stato considerato responsabile del reato di stalking perpetrato attraverso il proprio cane.

In particolare, secondo i Giudici, la responsabilità del padrone del tanto temuto quadrupede si fonda sulla condotta omissiva dello stesso, che non ha adeguatamente educato e controllato il proprio cane, di fatto permettendogli di arrecare molestie al vicinato.

Questa conclusione si accorda con l’art. 2052 del Codice Civile il quale prevede che il proprietario di un animale ha l’obbligo di custodia nei confronti dello stesso, con la conseguenza che sarà tenuto a risarcire i danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.

In realtà, questa pronuncia è stata anticipata, in passato, da altre sentenze – seppur meno innovative – relative ad animali domestici e stalking in cui i Giudici avevano ravvisato il reato di atti persecutori condominiali nella condotta di alcuni padroni di animali domestici che, oltre a rivolgere offese e minacce agli altri condomini, utilizzavano i loro amici a quattro zampe appositamente al fine di ingenerare timore e ansia negli abitanti del condominio, ad esempio liberando il proprio cane di grossa taglia nelle aree comuni, pur essendo perfettamente a conoscenza della paura provata dagli altri condomini, tra cui molti bambini.

Ovviamente si tratta di casi diversi che, tuttavia, dimostrano una certa apertura ad un graduale ampliamento del concetto di responsabilità gravante sul padrone di un animale,

COSA NE PENSO IO?

Tralasciando la deprecabile condotta dell’utilizzare opportunisticamente il proprio animale per intimorire gli altri – circostanza su cui non mi soffermo – vorrei cogliere l’occasione per ricordare a tutti coloro che intendono prendere un animale d’affezione che la scelta di tenere con sé un animale domestico comporta delle responsabilità importanti sia verso l’animale che ha solo noi come amico per la vita sia nei confronti di tutte le altre persone con le quali ci si relaziona.

In tutto questo, la parola d’ordine è rispetto: rispetto non solo nei confronti di chi potrebbe avere paura o non apprezzare la “compagnia” del nostro cane o gatto, ma rispetto anche per il nostro amico a quattro zampe che, a causa della nostra scarsa attenzione, rischia la propria salute, ad esempio per la possibilità di essere investito o, come purtroppo molto spesso accade, di essere vittima di ritorsioni da parte di terzi.

Se avete delle domande o volete propormi un argomento di cui parlare, potete farlo scrivendomi all’indirizzo e-mail dirittoetutela3.0@gmail.com o compilando il form che trovate sul sito www.studiolegalefois.it.

Avv. Fulvia Fois

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