Il 2023 del Lions Club Rovigo inizia con tradizioni locali, ambiente e parità di genere 

ROVIGO – “Non voglio orizzonti diversi da quelli del mio cuore.” Tragiche e appassionate le parole di Loisa, protagonista della pièce teatrale “Il Gorgo della Sposa ed il canto dell’amore negato”, che è stata rappresentata lunedì 9 gennaio all’hotel Cristallo in occasione della prima conviviale del 2023 del Lions Club cittadino, presieduto da Ruggero Zambon.  “Lo spettacolo – le sue parole – è un segno della ricchezza culturale del Polesine ed è anche un modo per dare attenzione alle indicazioni dell’Agenda 2030 sulla parità di genere. Si tratta inoltre di una produzione della compagnia Minimiteatri, e quindi permette di valorizzare i talenti locali.”

Il testo, scritto dalla rodigina Micol Andreasi, è stato interpretato in modo magistrale dagli attori Letizia Piva, Paolo Rossi e Marino Bellini, con interventi musicali della violoncellista Elisa Fassetta, laureanda al conservatorio Venezze sotto la guida di Luca Simoncini. 

La storia racconta in modo poetico la tenace ma purtroppo anacronistica rivendicazione della libertà da parte di una ragazza, primogenita di nobile famiglia, alla protervia paterna. Il Conte Menardo, suo padre, l’ha infatti promessa a un giovane nobile e ricco, e ha fissato la cerimonia nella chiesa di San Maurelio a Sariano, con successivo banchetto nuziale in un castello. L’imposizione di un matrimonio combinato e la rinuncia al vero amore rendono la giovane simile a una novella Dafne, che implora asilo ai salici e all’acqua, cercando da loro l’accoglienza perpetua, la sola che possa rappresentare un’alternativa a una vita senza amore. Il suo unico desiderio appare infatti quello di “essere come una foglia, di trovare un legame tra i tronchi e i rami degli alberi: il sambuco, la robinia, il salice e l’olmo” che hanno fatto da scenografia agli incontri con il suo vero innamorato, il figlio del ciabattino del paese. 

Il lavoro approfondisce la leggenda legata all’origine del Gorgo della Sposa di Sariano, il più grande degli specchi d’acqua nella zona di Trecenta e il primo di cui si abbia testimonianza in un atto di concessione risalente al 1269. Quello della sposa triste inabissata nelle acque gelide del gorgo è un mistero che fa ancora parlare di sé, soprattutto nelle notti di luna, quando nell’oscurità e nel silenzio totale del luogo c’è ancora chi dice di sentire la voce fioca di una giovane donna chiamare il suo amore. 

Dopo gli applausi agli artisti, la serata si è conclusa con la consegna di riconoscimenti alle ospiti: Jocelyne Cacciali, Presidente della Biblioteca sonora di Saint Brieuc (Bretagna), nonché socia e Past Governatore dei Dipartimenti dell’ovest della Francia; Mirella Rigobello, Presidente del Comitato rodigino della Dante Alighieri.

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