”Storie di donne – Voci dal carcere”: presentato in Consiglio regionale il libro di Rossella Magosso per abbattere il muro dell’indifferenza 

VENEZIA – “Il mondo del carcere femminile è completamente sconosciuto ai più: la sua realtà quotidiana, le sue problematiche non sono comprese all’esterno di quelle alte mura. Personalmente, più volte ho fatto da relatrice in aula consiliare alla relazione del Garante dei diritti umani che ha approfondito la situazione delle carceri venete, e ho avuto possibilità di conoscere molti aspetti. Per questo motivo ho voluto organizzare la presentazione, nella sede del Consiglio regionale del Veneto, del libro “Storie di donne – voci dal carcere” di Rossella Magosso. L’autrice, infermiera di professione che fa volontariato in carcere dal 2002, ha raccolto in questo volume le storie di alcune delle donne recluse nella Casa circondariale di Rovigo.

Storie di persone, ognuna con un proprio trascorso, un debito con la giustizia da pagare”. Così Laura Cestari.

“Nonostante i notevoli passi avanti fatti su questo tema, ancora oggi ad alcune donne non hanno accesso a servizi basilari come le visite ginecologiche o degli semplici assorbenti. Tutti aspetti importanti per la dignità delle persone. È essenziale portare alla luce queste storie e diffondere il più possibile queste problematiche, per poter far rete tra le istituzioni e promuovere un sistema giudiziario davvero rieducativo”.

“Ho avuto la fortuna di avvicinarmi al mondo del volontariato fin da piccola – racconta l’autrice Magosso -. Poi, a inizio anni 2000, un fatto di cronaca atroce, il delitto di Novi Ligure, mi ha scosso profondamente, e ho iniziato a interrogarmi su chi si trova chiuso in carcere. Mi sono chiesta se potessi portare un mio contributo e così, insieme all’associazione Centro Francescano di Ascolto, diretto da Livio Ferrari e che da 40 anni si occupa proprio del mondo carcerario, ho iniziato a mettermi a disposizione dei carcerati. Per le donne che ho incontrato sono stata una madre, una sorella, un’amica: ho avuto l’opportunità di ascoltarle, non giustificando gli errori e i reati commessi, ma mai giudicando. È essenziale che le persone capiscano che sbagliare è umano, può accadere a chiunque, e per questo non si può semplicemente restare indifferenti. Attorno al carcere resistono ancora troppi pregiudizi, eppure stiamo parlando di persone che spesso hanno sofferto, ragazze nigeriane vittime della tratta umana, o donne costrette dalla fame e dalla miseria ad agire in modo illegale”.

“Nel nostro Veneto – conclude Cestari- il Terzo settore, il mondo del volontariato, è molto ampio e possiamo vantare una lunga tradizione di persone che si mettono a disposizione degli altri.

Purtroppo, però, le carceri non vengono ancora prese in considerazione in questo senso.

Un’opera come il libro di Rossella Magosso non può che contribuire a far conoscere il più possibile la quotidianità di questo mondo per contribuire ad abbattere il muro di indifferenza e pregiudizi”.

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