Un simile impianto porta con se un carico di diossine, mercurio, arsenico, piombo e altri veleni da poter creare problemi seri per l’ambiente e la salute, levata di scudi del neonato “Comitato no forno crematorio”

VILLANOVA DEL GHEBBO (Rovigo) – Moreno Ferrari del neonato “Comitato no forno crematorio” si schiera contro l’ipotesi della realizzazione di un forno per le salme nel comune di Villanova del Ghebbo e si chiede: “Perché e che senso ha un forno crematorio, a poche centinaia di metri dal centro urbano e in mezzo ad aziende agricole dove sono coltivati ortaggi ed eccellenze addirittura Igp?”

Moreno è famoso per le sue battaglie ambientaliste, leader locale dei no-vax e referente per il polesine del partito “Vita”, cavalca la tigre della protesta dicendo: “Circola voce da un po’ di tempo che nel cuore del territorio polesano, tra varie aziende agricole anche a futura vocazione biologica, si voglia realizzare un forno crematorio, cioè un impianto di incenerimento delle salme. La cosa che, di primo acchito, potrebbe sembrare di normale routine amministrativa, sta creando, in realtà, non pochi dissapori tra i cittadini memori del precedente tentativo, risalente a qualche anno fa, sempre nello stesso comune e con lo stesso sindaco, di realizzare  l’impianto”.

Anche se la proposta del forno, per pressioni politiche, allora non andò a buon fine, già emergevano delle criticità perché un simile impianto porta con se un carico di diossine, mercurio, arsenico, piombo e altri veleni da poter creare problemi seri per l’ambiente e la salute umana, al punto da non trovare ditte pronte a smaltirne i filtri.

Ora le cose sembrano diverse ma non chiare. “Non si capisce a che punto sia l’iter autorizzativo, – dice ancora Moreno – né quante saranno le salme che saranno bruciate e per quanti anni, di certo però c’è la volontà di molte famiglie (non solo di Villanova del Ghebbo) di combattere contro questo inceneritore… soprattutto a, comune a vocazione agricolo -artigianale”.

Ferrari sostiene come il comitato “No al forno crematorio” che anche molti cittadini di Lendinara e Lusia sarebbero contrari e, sull’argomento, avrebbero scritto una lettera aperta indirizzata al prefetto di Rovigo, alla popolazione e alla stampa contro la logica insensata del profitto fine a se stesso.

Moreno Ferrari annuncia che, a breve, verrà organizzato un incontro con i cittadini dove un perito ambientale del Tribunale di Padova, illustrerà i pericoli anche se c’è un piano regionale che prevede la realizzazione di questi impianti in ogni provincia.

Val la pena di ricordare che già il sindaco Gilberto Desiati aveva presentato nel 2018 pubblicamente ai cittadini l’ipotesi la proposta di una simile realizzazione in località Bornio, inserendola addirittura nel 2019 nel programma elettorale.

Va altresì aggiunto che, in base all’esito di uno studio realizzato, la Regione Veneto escluderebbe ricadute e impatti ambientali nocivi dalle emissioni dell’impianto. Quanto alla localizzazione, scartato il Bornio (troppo vicino al centro abitato), si starebbe effettivamente individuando un’area al confine tra Villanova e Costa di Rovigo. 

Ugo Mariano Brasioli

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