LENDINARA (Rovigo) – Sergio Manzon, Stefano Borile, Valentina Travaglini Boldrin, Moreno Ferrari, Anna Voltan, ovvero la totalità della minoranza del Consiglio Comunale di Lendinara annuncia che non parteciperà alla seduta del consiglio comunale del 14 luglio.
“La decisione nasce da tre motivazioni precise e molto gravi” spiega Stefano Borile del Partito democratico.
“In primo luogo, il Consiglio è stato convocato ancora una volta per le ore 17.30, orario che rende impossibile la partecipazione di alcuni consiglieri di minoranza, impegnati in attività lavorative.
Le persone che compongono la minoranza non vivono di politica, ma del proprio lavoro e nonostante le ripetute richieste di svolgere i consigli comunali alle 20:30, che migliorerebbe la compatibilità con gli impegni lavorativi e famigliari, la maggioranza sistematicamente ignora ogni proposta.
Un atteggiamento mai collaborativo e attuato volontariamente per mettere in difficoltà i consiglieri” continua Borile.
“In secondo luogo, la maggioranza ha respinto, senza alcuna valutazione, la richiesta della minoranza di includere un proprio rappresentante nella cabina di regia del PNRR.
Parliamo di un tavolo decisionale fondamentale, dove si analizza lo stato di avanzamento di oltre 4 milioni di euro destinati ai cittadini, con progetti che riguardano il settore sociale, il sostegno alle fasce più fragili e deboli, alle famiglie e in particolare alla popolazione anziana. Abbiamo evidenziato un altissimo rischio che il Sindaco perda questi soldi per incapacità gestionale e organizzativa. Abbiamo proposto il nostro aiuto, ma si è preferito escludere la minoranza da tutto. Nessun confronto è possibile con questo Sindaco e con questa maggioranza. È un grave atto antidemocratico che mina i principi di trasparenza, partecipazione e corretto confronto istituzionale.
In terzo luogo, a tutto ciò si aggiunge il fatto inaccettabile che da oltre un anno la minoranza non riceve aggiornamenti ufficiali sull’area dell’ex zuccherificio. Questo silenzio rafforza la percezione di una gestione opaca e poco trasparente della cosa pubblica”.
“Per questi motivi, la minoranza ha scelto di non legittimare con la propria presenza un consiglio comunale che tra l’altro vedrà ratificare centinaia di migliaia di euro di variazioni di bilancio, segno di incapacità di programmazione visto che il bilancio è stato approvato solo pochi mesi fa. Questo modo di fare calpesta le basilari regole del confronto democratico” dichiara l’opposizione in una nota a firma dellla “minoranza tutta”.
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