CEREGNANO (Rovigo) – Una lite per futili motivi all’interno di un bar di Ceregnano si è conclusa con il deferimento all’Autorità giudiziaria di un imprenditore edile sessantenne, accusato, in ipotesi accusatoria, di porto abusivo di armi e detenzione abusiva di armi.
L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Crespino è avvenuto alcuni giorni fa, in seguito a una segnalazione giunta alla centrale operativa riguardante un acceso diverbio tra alcuni avventori di un esercizio commerciale del paese.

All’arrivo sul posto, i militari hanno identificato tre giovani all’esterno del locale, ormai chiuso. I ragazzi hanno raccontato di aver avuto una discussione con un uomo adulto per motivi banali e hanno riferito ai carabinieri un’informazione ricevuta dal titolare del bar: il loro interlocutore avrebbe custodito un’arma da fuoco all’interno della propria autovettura.
Poco distante dal locale, i militari hanno individuato il soggetto segnalato, un 60enne del posto, imprenditore edile, mentre armeggiava nei pressi della propria automobile. L’uomo è apparso fin da subito in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’abuso di bevande alcoliche.
Attraverso una semplice ispezione visiva dai finestrini del veicolo, i carabinieri hanno notato la presenza di un’arma occultata sotto il sedile anteriore del passeggero. È quindi scattata la perquisizione personale e veicolare.
All’interno dell’auto è stata effettivamente rinvenuta una pistola revolver calibro 10,35, modello 1916, priva di matricola ma ritenuta dagli operanti non clandestina, bensì sprovvista di matricola all’origine in quanto prodotta prima del 1920, periodo in cui la punzonatura obbligatoria delle armi non era ancora disciplinata in modo stringente. L’arma era inoltre priva di munizioni.
Il sessantenne ha dichiarato di aver ricevuto il revolver in regalo da un amico molti anni fa, ammettendo però di non averlo mai denunciato e di non essere titolare di alcuna autorizzazione valida per la detenzione o il porto d’armi. La pistola è stata quindi sottoposta a sequestro penale.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Rovigo, le perquisizioni sono state successivamente estese anche al capannone industriale utilizzato dall’uomo per la propria attività lavorativa e alla sua abitazione di Ceregnano, ma entrambe hanno dato esito negativo.
Al termine degli accertamenti, il 60enne è stato deferito, in ipotesi accusatoria, alla Procura della Repubblica di Rovigo, che ha successivamente convalidato sia il sequestro dell’arma sia le perquisizioni effettuate. Le contestazioni riguardano i reati di porto abusivo di armi, per aver trasportato la pistola fuori dalla propria abitazione senza la prevista licenza dell’Autorità, e di detenzione abusiva di armi, per aver custodito l’arma senza essere in possesso di alcun titolo legittimo.













