Largo ai giovani, ma solo a parole secondo il giornalista ed osservatore politico Magaraggia. Diego Crivellari, polesano, ex deputato del Pd si troverà, qualora ritornasse candidato alle politiche, Andrea Martella capolista del Pd

ROVIGO – Roberto Magaraggia, rodigino un tempo impegnato nella politica attiva, oggi disilluso osservatore dall’esterno di un “circo” che promette spettacoli coinvolgenti, che puntualmente deludono il sempre minor pubblico presente, penna felice e libero pensatore, ha condiviso con noi uno dei suoi ultimi pensieri, che pubblichiamo con piacere, ringraziandolo dell’attenzione.

“Riflettevo come la sinistra dipinge i “Polittici” usando il lubrificante in modo da incunearsi meglio. Diego Crivellari, giovane polesano laureato come lui in filosofia, che si è dato da fare nei cinque anni passati in parlamento ora è a casa. Mentre Andrea Martella, che ha sorretto tutti i vari capocchia nazionali dal PCI, PDS, DS e PD, come i veri servitori fedeli al potere, verrà invece rispedito ancora una volta a Roma. La strada se l’è ben costruita: passo dopo passo ha raggiunto la segreteria di un morto PD regionale. Ma è quella che gli consente la posizione numero uno in lista il 25 settembre. E lui, che ha trascorso decenni e decenni a Roma, queste finezze le conosce. Eccome. Tanto da recarsi qualche sera fa, con 35 gradi sotto “Le Lamiere” a mangiare la luganega alle Zampine di Stienta (LEGGI ARTICOLO).

Questo è il vero senso della sinistra: non farsi accorgere dalla plebe di cosa si trama con l’altro organo trattile. Candidare sempre quelli. Allora aggiungiamo alla XIV, XV, XVI, XVII legislatura, già valicate dal “nostro” ( interrotta solo quando un intelligente come Renzi non lo ricandido’ alla XVIII). Ma l’abile sinistrorso fu lo stesso “promosso” dall’allora segretario del partito Zingaretti, cui era naturalmente fedele, al ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria. Ora navigherà anche nella XIX. Avanti con i giovani. E facciamocelo fare (non col mio voto, e mi auguro di tanti altri che useranno la loro testa, naturalmente) un altro giro. Ma si, dai.

Ma che razza di partito è il PD che è “costretto“ a candidare in un collegio napoletano, dove imperversano camorra, voto di scambio eccetera , come è risaputo, Franceschini Dario, già 23 anni passati a Roma, (e che sta facendo il diavolo a quattro perché anche la moglie, la seconda, sia candidata a Roma). A mille chilometri dalla “sua Ferrara” dove non l’avrebbero mai e poi mai votato.

Questo sì che si chiama partito espressione del popolo. Ma fateci il piacere…”.

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