SAN BENEDETTO PO (Mn) – Nel mese di settembre a San Benedetto Po, sede dello straordinario complesso monastico del Polirone in provincia di Mantova, si terrà il Festival Matildico dedicato a Matilde di Canossa.
In quest’occasione, sarà allestita un’esposizione di opere ispirate alla figura della Grancontessa dell’artista di origini polesane Mario Manzalini, negli spazi adiacenti la sala a Lei dedicata all’interno del museo civico. L’inaugurazione si terrà venerdì 13 settembre alle ore 18.00 alla presenza delle autorità con la presentazione dell’evento curata dal critico d’arte Vittorio Spampinato e l’introduzione di Annalisa Marini.


“Per Matilde” è il titolo della mostra, che tratta un ciclo di quattordici dipinti inediti, ad olio su tela, delle dimensioni di 60×80 centimetri, i cui soggetti raccontano la storia e le imprese di Matilde, i suoi rapporti con la Chiesa e con il Papa, la gestione dei territori in suo possesso, il temperamento e l’interiorità, aspetti tutti tradotti simbolicamente dall’autore. Mario Manzalini, infatti, nella sua singolarità artistica, afferma uno specifico linguaggio espressivo simbolico-onirico, un totale impegno nella ricerca per realizzare con originalità ilsuo universo, lo stesso che, pregno di valori, riflette l’espressione riconducibile all’universo femminile. Afferma la loquacità delle immagini con l’intensità dello sguardo, la forza del simbolo e il sapiente uso dei colori, tutti elementi che mettono in risalto la sua maturità artistica. Il pittore, nella sua profonda sensibilità, esprime la donna nell’insieme multiforme, nelle differenti prospettive di femminilità originando quella dimensione di completezza riconoscibile nell’unicità umana.


“Il mio gesto artistico si traduce in un atto d’Amore verso la Grancontessa e la comunità benedettina che ancora ne conserva l’anima –afferma Manzalini-. Matilde, geniale donna di potere, personaggio dalle mille sfaccettature, protagonista indiscussa della vita e della storia del medioevo, mi ha coinvolto e affascinato –continua-, per mesi ho vissuto accanto a lei, l’ho studiata, immaginata, rappresentata nella sua vitalità e nel suo essere donna. Il simbolo, -dichiara- pregno di significante e significato, ha favorito la comunicazione tra me e la protagonista delle mie opere che, attraverso l’empatia, tanto mi ha fatto immaginare, descrivere e tradurre con i pennelli ciò che mille anni dopo avrebbe voluto che interpretassimo di lei. Sono felice di quest’opportunità e, immaginando le sue imprese e il suo vissuto, ho scoperto la pienezza dei valori che la identificano. In questo percorso culturale mi sono emozionato, appassionato e ho scoperto quanto l’amore, attraverso l’Arte, diventi Universale”.
Le sue creazioni, generate dalla condizione animica che affiora dal profondo dell’animo, come in una forma di preghiera, si proiettano nella rinascita evolutiva. Il pennello con lui diventa una forma unica, che trasferisce sulla tela perché è nel sogno che l’arte di Mario Manzalini vive e nel sogno che la tela respira la sua spirituale presenza.
L’evento è stato patrocinato dal comune e dal museo di San Benedetto Po, dalla Pro Loco di Revere, con il contributo di Civiltà d’Abitare e Farmacia Zanella.


















