FERRARA – “Che si sappia così poco della storia di questo “inutile eroe”, grazie al cui sacrificio – con quello di tanti altri – oggi viviamo in libertà, è un peccato…” commenta l’attore Maurizio Donadoni che porta in scena la vita, gli scritti e le testimonianze del grande protagonista della storia italiana al Teatro Comunale di Ferrara il prossimo venerdì 28 ottobre alle ore 20.30.
Appuntamento di teatro civile con Matteotti Medley per la stagione di prosa del Teatro Comunale di Ferrara a cent’anni esatti dalla Marcia su Roma, manifestazione armata volta al colpo di Stato e organizzata il 28 ottobre 1922 dal Partito Nazionale Fascista con l’obiettivo di favorire l’ascesa di Benito Mussolini alla guida del governo. L’attore bergamasco Maurizio Donadoni calca il palcoscenico dell’Abbado con lo spettacolo che racconta la vita del politico Giacomo Matteotti in un documentario teatrale con la regia di Paolo Bignamini.
“Ogni epoca ha avuto i suoi martiri, le sue vittime, gli inutili eroi che con il loro sacrificio hanno aperto gli occhi e la strada agli altri”, aveva detto Giacomo Matteotti, poco più che ventenne, parlando a dei coetanei. Il 10 giugno 1924, vent’anni dopo, in un martedì di sole a Roma sul lungotevere Arnaldo da Brescia, veniva rapito e ucciso da un gruppo di “arditi” della Ceka fascista, organismo voluto da Mussolini per mettere a tacere gli oppositori. Fu lo snodo fondamentale nell’affermazione del regime totalitario in Italia.

Oggi strade e piazze ricordano il nome del politico che si oppose a Mussolini, ma quanti saprebbero dire chi era questo “inutile eroe”? Matteotti Medley ne ripercorre la storia – emblema di italici vizi e di italiche virtù – alternando il racconto dei fatti, nudi e talvolta crudi, alle citazioni delle musiche dell’epoca: dalle marcette squadriste agli stornelli contro il Negus, dalle musiche da ballo alle canzoni d’amore diffuse dalle radio Balilla, agli esperimenti di quella musica colta d’avanguardia che, proprio allora, era in cerca di inaudite sonorità. La fisarmonicista Katerina Haidukova accompagna in scena il racconto di Maurizio Donadoni, basato su documenti e aneddoti, ricordi politici e familiari.
Una narrazione d’un solo attore, ma a molteplici voci, che si espande in uno spazio scenico nitido, scarno e rigoroso: luogo dove il passato prende corpo attraverso il corpo e la voce dell’interprete; dove il racconto documentale si fa testimonianza funambolica tra grande storia e piccole storie. E dove ognuno di noi è chiamato a rispondere, come può o come deve, alla domanda: che valore ha, per noi, oggi, la democrazia?
Informazioni e prenotazioni dal sito internet del Teatro.
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