ROVIGO – Si è svolto come previsto lo sciopero proclamato da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil per il rinnovo del contratto di lavoro dei metalmeccanici scaduto il 30 giugno scorso con manifestazione a partire dalle 10 davanti alla sede rodigina di Confindustria Veneto Est in piazza Duomo (LEGGI ARTICOLO).
Una decisione presa per indicare come sia la controparte della trattativa, la federazione confindustriale di settore Federmeccanica, l’interlocutore principale dello sciopero.
I lavoratori si sono radunati in Piazza Duomo ed hanno manifestato per oltre un’ora sotto le finestre della sezione territoriale di Rovigo, senza incontrare la controparte confindustriale che ha invece dichiarato l’intenzione di aprire un dialogo costruttivo per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto lo scorso fine giugno.
“Rispettiamo l’iniziativa sindacale e al tempo stesso ci auguriamo che presto possa riprendere il confronto tra Fim, Fiom e Uilm con Federmeccanica per il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori metalmeccanici. È un’esigenza legata allo stato di forte difficoltà in molti comparti del nostro settore, anche nel nostro territorio, che colpisce insieme le imprese e i loro collaboratori. Una crisi che non è solo congiunturale, ma che si situa in una fase di profonda trasformazione industriale che dobbiamo essere capaci insieme di interpretare, affrontare e vincere con gli strumenti più idonei”. Così Antonella Candiotto, presidente del Gruppo metalmeccanico di Confindustria Veneto Est.

“Da parte nostra – dichiara Candiotto – riteniamo che la proposta di Federmeccanica offra molte risposte alle istanze poste dai sindacati, risposte sostenibili per le aziende. Innanzitutto, in continuità con il precedente contratto, garantisce il potere d’acquisto dei salari dei lavoratori metalmeccanici, come ben dimostrato negli ultimi due anni, dove sono stati riconosciuti in media oltre 250 euro, come nessun altro settore ha fatto.
Ulteriori incrementi potranno essere erogati al raggiungimento di obiettivi condivisi e comunque la proposta di Federmeccanica assicura che, anche dove non vi sia contrattazione aziendale, venga riconosciuto ai lavoratori un premio di 700 euro a fronte di una redditività concordata a livello nazionale.
Vi sono inoltre importanti innovazioni, tra le quali un’assicurazione a totale carico dell’azienda per i casi di perdita dell’autosufficienza, che verrebbe riconosciuta sia i lavoratori in forza che a quelli che andranno in pensione nei prossimi anni, e gli incentivi per l’occupazione femminile di qualità”.

“Crediamo ci siano le condizioni per riprendere un confronto costruttivo che possa portare a un esito positivo della trattativa, nell’interesse delle parti che rappresentiamo e del futuro dell’industria metalmeccanica del nostro territorio e del Paese. Sarebbe un segnale di responsabilità, e un messaggio positivo in questo momento di incertezza sul futuro, come già in più occasioni in passato hanno saputo dare insieme imprese e lavoratori del metalmeccanico e al quale, per parte nostra, siamo pronti a dare continuità”, conclude la presidente Candiotto.
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