BERGANTINO (Rovigo) – Il Comune di Bergantino, assegnatario del finanziamento Pnrr – Piccoli Borghi, si sta occupando del restauro di una parte del settecentesco Palazzo Strozzi, attualmente inutilizzata, per un ampliamento del Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare e la creazione di un centro culturale polifunzionale.
Nel progetto di riallestimento troverà sede una sala centrale dedicata a Stefano Gobatti: il più grande compositore polesano dell’Ottocento oggi dimenticato. In questa sala sarà conservata ed esposta la sua musica e tutto il materiale biografico che la Biblioteca Comunale ha raccolto in decenni di ricerche, documenti conservati nel Fondo Stefano Gobatti: spartiti, libretti, articoli di giornale, fotografie, scambi epistolari, ecc.
Nella sala sarà ricostruita la vicenda di Stefano Gobatti attraverso grandi immagini e si potrà ascoltare una selezione delle sue musiche in sottofondo. Tanti altri brani registrati, di romanze e brani di Opere eseguite negli anni da Orchestre diverse in occasione di Concerti celebrativi, saranno disponibili all’ascolto all’interno di apposite postazioni.
Con la finalità di mantenere desta la memoria di questo Artista polesano, domenica 26 novembre 2023 è ufficialmente nato il Centro Studi Stefano Gobatti. Un centro sorto sotto l’egida del Comune di Bergantino e formato da studiosi ed esperti interessati alla valorizzazione di importanti musicisti oggi dimenticati: Tommaso Zaghini, direttore del Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare, studioso e ricercatore, autore di varie pubblicazioni sul caso Gobatti; Luigi Verdi, docente di Composizione al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, autore della trascrizione e revisione dell’Opera “I Goti” e di altri brani di Stefano Gobatti; Stefano Romani, docente al Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo, in rappresentanza del Conservatorio stesso, con cui il Comune di Bergantino ha stretto un rapporto di collaborazione per la conoscenze e la valorizzazione della musica di Gobatti; Cristiano Cremonini, cantante lirico, scrittore, direttore artistico del Premio musicale “Giuseppe Alberghini”, interessato alla riscoperta di grandi personaggi della musica.
Il Sindaco (o suo delegato) sarà incaricato della convocazione dei futuri incontri del Centro studi e la verbalizzazione degli incontri affidata alla segreteria del Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare.
Il Centro studi viene istituito quest’anno in occasione del 150° Anniversario del grandioso trionfo dell’Opera I Goti presso il Teatro Comunale di Bologna nel 1873.
Il Centro Studi Stefano Gobatti nasce con l’intento di ricostruire e ripercorrere le vicende umane ed artistiche di un musicista che, per una breve stagione della sua vita, infiammò gli animi di tutti gli appassionati dell’opera lirica d’Italia e che comunque, fino alla sua scomparsa, non cessò mai di far parlare di sé, dividendo i critici in autentiche fazioni, pro o contro Gobatti, con giudizi sempre spinti agli eccessi sia nella glorificazione che nella negazione. Questo era il clima effervescente dei teatri dell’800, il secolo d’oro dell’opera lirica.
Figlio della nostra terra polesana, Gobatti può riproporre ora la sua musica ad un pubblico più sereno, lontano dai deliranti clamori della seconda metà dell’Ottocento. E Stefano Gobatti, oggi, è sicuramente una sorpresa. Ci si pongono pertanto finalità a breve, medio e lungo termine.
Obiettivo principale è continuare la ricerca e mantenere desta la memoria per questo artista polesano. Un primo evento che si prevede di programmare è un Concorso di Canto con opere vocali di Stefano Gobatti, con il coinvolgimento dei Conservatori presenti nel territorio.
Altra finalità, già in programma all’interno del finanziamento concesso dal bando Pnrr – Piccoli Borghi, è la realizzazione di un sito internet che raccolga il patrimonio posseduto dalla Biblioteca Comunale di Bergantino e la digitalizzazione delle musiche di Gobatti, per dare la possibilità ai musicisti di conoscere ed eseguire la sua musica.
Obiettivo a lungo termine, a cui si vuole mirare, è il coinvolgimento dei Teatri per poter eseguire un’intera Opera di Stefano Gobatti e consentire così l’ascolto della sua musica per un giudizio aggiornato al di fuori delle controversie ottocentesche, in un clima di serena valutazione critica.
I teatri devono continuare a presentare sempre i grandi e famosi capolavori della lirica (Traviata, Rigoletto, Aida, ecc.), ma sarebbe opportuno inserire ogni anno in cartellone anche qualche novità, come I Goti o Cordelia di Gobatti, se non altro per una curiosità culturale: c’è tanto in Italia da riscoprire fra tutto ciò che è stato sepolto dal tempo e spesso dalla cattiveria umana.


















