BARI – La Corte d’Appello di Bari ha confermato oggi, 8 luglio 2026, la sentenza di primo grado che aveva assolto l’armatore polesano Carlo Visentini e Visemar di Navigazione nel procedimento penale relativo al naufragio e all’incendio del traghetto Norman Atlantic, avvenuto il 28 dicembre 2014 nel Canale d’Otranto.
La Terza Sezione della Corte d’Appello ha infatti respinto il ricorso presentato dalla Procura di Bari (LEGGI ARTICOLO), confermando l’assoluta estraneità di Carlo Visentini e della compagnia armatoriale rispetto alle responsabilità contestate per il rogo sviluppatosi a bordo della nave.
L’armatore Carlo Visentini è stato assistito dagli avvocati Alberto Mittone e Pietro Palandri, mentre Visemar di Navigazione era difesa dagli avvocati Aldo Mordiglia e Gaetano Castellaneta. Secondo quanto reso noto dal collegio difensivo, la Corte ha accolto le argomentazioni dei legali, rigettando integralmente l’impugnazione proposta dalla Procura.
La pronuncia rappresenta un passaggio decisivo nella lunga e complessa vicenda giudiziaria nata dal disastro della Norman Atlantic, il traghetto battente bandiera italiana impiegato sulla linea Patrasso-Ancona, devastato da un incendio scoppiato nel garage mentre navigava tra Grecia e Italia. L’emergenza diede origine a una delle più impegnative operazioni di soccorso nel Mediterraneo degli ultimi decenni, condotta in condizioni meteorologiche estreme con il coinvolgimento di mezzi navali e aerei italiani e greci.
Il bilancio ufficiale della tragedia fu di undici vittime accertate, mentre oltre 470 persone vennero tratte in salvo dopo un’evacuazione durata più di 24 ore. Negli anni successivi, il numero effettivo dei dispersi e delle persone presenti a bordo è rimasto uno degli aspetti più controversi dell’intera vicenda.
L’inchiesta della Procura di Bari aveva portato al rinvio a giudizio di diversi soggetti, tra cui rappresentanti della società armatrice, dirigenti e componenti dell’equipaggio, ipotizzando, a vario titolo, responsabilità legate alla sicurezza della nave, alla gestione dell’emergenza e alle condizioni del garage dal quale si riteneva fosse partito l’incendio.
Nel 2024 il Tribunale di Bari aveva già ridimensionato in modo significativo il quadro accusatorio, assolvendo Carlo Visentini e Visemar di Navigazione perché il fatto non sussiste o comunque per insussistenza delle responsabilità contestate. La Procura aveva successivamente impugnato quella decisione limitatamente ad alcune posizioni, chiedendone la riforma.
Con la decisione pronunciata oggi, la Corte d’Appello di Bari conferma integralmente il verdetto di primo grado per quanto riguarda Carlo Visentini e Visemar di Navigazione, consolidando definitivamente l’impianto difensivo sostenuto dai rispettivi legali e sancendo, anche in secondo grado, l’assenza di responsabilità dell’armatore polesano e della compagnia nella tragedia della Norman Atlantic.













