Il Veneto che Vogliamo chiede lumi in consiglio regionale sulle dimissioni di due cardiologi dall’Ospedale etrusco e sulle prospettive della struttura 

VENEZIA – “Martedì scorso in Consiglio Regionale – esordisce la consigliera Elena Ostanel, del gruppo “Il Veneto che Vogliamo” – ho ricevuto risposta ad una mia interrogazione di giugno in merito alle prospettive del reparto di cardiologia di Adria, da tempo sotto i riflettori della stampa e delle preoccupazioni dei cittadini.”

“Purtroppo, la sbrigativa risposta non lascia me e tanto meno i cittadini polesani sereni: nessun riferimento ai due cardiologi che si sarebbero recentemente dimessi e ad una qualche iniziativa della Regione per convincerli a rimanere e, in generale, il solito “compitino” per dire che va tutto bene, quando ai cittadini non sembra essere così” – incalza la Consigliera.

“L’Assessora Lanzarin ci ha raccontato che attualmente presso la sede di Adria sono presenti 4 unità mediche ed un cardiologo SAI che presta attività ambulatoriale ma questi numeri non tornano, almeno se intendiamo medici strutturati con contratto a tempo indeterminato. Come non ci convince il fatto che ci parlino di “10 posti letto complessivi, di cui usualmente 7 per acuti e 3 per riabilitazione”, mentre ci saremmo aspettati, dalla lettura delle schede ospedaliere, 10 posti solo per acuti.”

“Ma al di là delle puntualizzazioni, ciò che mi lascia perplessa e amareggiata, è che la risposta ricevuta ruota attorno al concetto “va tutto bene”, quando i cittadini sanno benissimo che invece i problemi ci sono e, vien da pensare, forse solo la Regione Veneto non li sa e non li vuole affrontare. Con il rischio però per i cittadini che possa non essere garantita la continuità assistenziale necessaria verso problemi, come quelli cardiologici, che sono tra le prime causa di morte.”

“Nel mio intervento di replica ho chiesto, come già proposto da altri interventi dal territorio, che la Regione prenda veramente in carico la questione, anche cercando di dissuadere i medici dimissionari ad andare fino in fondo nei loro intenti dimissionari, cercando invece di comprenderne meglio le ragioni e offrendo loro attenzione e proposte.”

“Se l’atteggiamento però rimarrà quello di sostanziale “negazionismo” e quindi disinteresse ai problemi sollevati, non ci sono molte speranze per il futuro della Cardiologia di Adria. Io e i cittadini del territorio continueremo ad incalzare la Regione a fare il suo dovere.” – conclude Ostanel.

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