La conclusione di un percorso di ricerca e sensibilizzazione che ha coinvolto i club Soroptimist del Triveneto con il sostegno della Regione Veneto

ROVIGO – Il Soroptimist Club di Rovigo ha celebrato martedì 8 ottobre, presso l’Hotel Cristallo, una conviviale speciale dedicata alla presentazione dei risultati del progetto: “Osteoporosi: una malattia sociale in crescita e le sue implicazioni”. L’iniziativa, condotta dalla socia fondatrice e commendatrice Annamaria Bernardi, rappresenta la conclusione di un percorso di ricerca e sensibilizzazione che ha coinvolto i club Soroptimist del Triveneto con il sostegno della Regione Veneto.

Il progetto illustrato da Annamaria Bernardi, che ne ha curato gli aspetti scientifici, ha indagato, attraverso questionari e indagini sul campo, il livello di consapevolezza della popolazione sui fattori di rischio, gli stili di vita e l’accesso a terapie e controlli. Particolarmente significativo è stato il confronto tra le tre edizioni del questionario (1998, 2008 e 2024), che ha permesso di evidenziare l’evoluzione delle conoscenze e delle abitudini. I dati hanno mostrato progressi nella consapevolezza, ma anche persistenti carenze nell’apporto di calcio e vitamina D, una diffusa sedentarietà e scarsa attenzione alla malattia nella popolazione maschile.

Un supporto prezioso è venuto da Guido Bernardi, nipote della dottoressa Bernardi, che ha curato la parte tecnica, raccogliendo e sistematizzando i dati dei questionari e rendendo possibile una lettura scientificamente solida dei risultati.

La serata è stata introdotta dalla presidente Mariangela Goggia, che ha presentato gli ospiti. Per primo è intervenuto il dottor Enrico Di Mambro, in rappresentanza dell’Ordine dei Medici di Rovigo, che ha sottolineato l’importanza di unire mondo medico e associazionismo civile nella prevenzione. Ha fatto seguito l’intervento del dottor Alfredo Nardi, già direttore del Centro Osteoporosi dell’Ospedale di Rovigo, che ha ripercorso l’evoluzione della percezione dell’osteoporosi: da malattia a lungo sottovalutata a vera emergenza sociale, con gravi ricadute sanitarie ed economiche. Infine, è intervenuta la dottoressa Annamaria Bernardi, che ha illustrato le tappe del progetto e i risultati conseguiti.

Alle partecipanti è stata distribuita una brochure informativa, gentilmente offerta dalla signora Russello, contenente dati e raccomandazioni utili per la prevenzione.

La presidente Mariangela Goggia ha espresso grande soddisfazione per la conclusione del progetto, sottolineandone il valore scientifico e sociale: “Questa esperienza dimostra come l’unione di competenze e sensibilità possa tradursi in risultati concreti per la salute della collettività. Siamo orgogliose che un lavoro nato a Rovigo abbia assunto una dimensione nazionale”.

Il progetto è stato infatti accolto come modello pilota e il prossimo 31 ottobre sarà presentato in una sala del Senato della Repubblica, a conferma della sua rilevanza a livello istituzionale.

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