Confartigianato e Cgia Mestre avviano un ciclo di incontri per analizzare dati aggiornati e pianificare il futuro del territorio tra criticità e nuove strategie

ROVIGO – Una rete stabile di confronto tra istituzioni e rappresentanze economiche per leggere, con maggiore chiarezza, lo stato di salute del territorio. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa da Confartigianato Polesine, che insieme a Cgia Mestre avvia una serie di incontri periodici dedicati all’analisi della situazione socioeconomica locale e regionale.

Il progetto prevede la condivisione, ogni quattro mesi, di un report elaborato dall’Ufficio Studi della Cgia, punto di riferimento nazionale per l’analisi dei dati economici legati ad artigiani e piccole imprese. I risultati saranno poi illustrati ai principali interlocutori istituzionali e associativi del territorio, con l’intento di costruire strategie future basate su dati concreti e aggiornati.

Dopo una panoramica sull’andamento dell’economia italiana, il report si concentra sul Veneto e sulle sue province. I numeri confermano il peso della regione, ancora oggi terza economia nazionale, con il 9,1% del Pil, seppur incalzata da vicino dall’Emilia-Romagna.

Accanto ai punti di forza emergono però segnali di forte criticità. Il documento evidenzia infatti un calo significativo del tessuto artigiano, con una riduzione del 18% delle imprese dal 2009 al 2025: quasi 26mila attività in meno. Un dato che si inserisce in un contesto demografico altrettanto complesso: dal 2014 a oggi la popolazione veneta è diminuita dell’1,1%, pari a circa 52mila residenti, con una contrazione più marcata tra i giovani.

Il confronto con altre regioni competitor, come Lombardia ed Emilia-Romagna, rende il quadro ancora più evidente: in questi territori, pur in un contesto generale difficile, la popolazione è cresciuta. Da qui l’importanza di analizzare non solo i dati locali, ma anche le dinamiche comparative.

Particolarmente rilevanti sono anche le proiezioni future. Se il trend attuale dovesse proseguire, nei prossimi vent’anni la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) scenderà dai 3,07 milioni del 2025 a meno di 2,6 milioni nel 2045. Un dato che rischia di aggravare ulteriormente le già evidenti difficoltà nel reperimento di manodopera in diversi settori.

Si tratta, dunque, di informazioni decisive per chi è chiamato a prendere decisioni strategiche. Non a caso, gli incontri istituzionali avviati da Confartigianato Polesine hanno già coinvolto figure chiave del territorio: dopo il confronto in Prefettura, il dialogo è proseguito in Provincia di Rovigo.

“Un incontro proficuo – ha sottolineato il presidente Enrico Ferrarese – che conferma la necessità di una cabina di regia capace di interpretare i dati e trasformarli in soluzioni concrete. La Provincia, come ‘Casa dei Comuni’, ribadisce la propria disponibilità a un confronto costante con istituzioni e stakeholder, nella convinzione che sinergia e lavoro di squadra siano fondamentali per risposte efficaci”.

Un percorso che punta, dunque, a trasformare i numeri in azioni, con una visione condivisa e strutturata per affrontare le sfide economiche e sociali dei prossimi anni.

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