ROVIGO – Una mattinata dedicata al merito, alla ricerca e al legame con il territorio. Nella suggestiva cornice del Salone del Grano della Camera di Commercio Venezia Rovigo si è svolta la terza edizione del “Premio di laurea acquevenete”, appuntamento ormai consolidato nato dalla collaborazione tra il Consorzio Università Rovigo (CUR) e acquevenete S.p.A.
Protagonisti della cerimonia tre giovani studiosi: Mahya Maarefvand, laureata magistrale in Water and Geological Risk Engineering all’Università di Padova, Niccolò Gallimberti, del corso di laurea in Diritto dell’Economia dello stesso ateneo, e Pietro Giorgio Tancredi, laureato magistrale in Giurisprudenza all’Università di Ferrara. A ciascuno di loro è stato assegnato un premio di 1.500 euro, un riconoscimento concreto all’impegno accademico e un incoraggiamento per il futuro professionale.
Ad aprire l’evento è stata la presidente del CUR, Maria Cristina Acquaviva, che ha sottolineato il valore di un’iniziativa capace di valorizzare le eccellenze locali. “Rovigo si conferma città di eccellenze, fin troppo spesso non riconosciute“, ha dichiarato. “Con oggi dimostriamo ancora una volta che in questa città ci si può rendere protagonisti del futuro“. Un ringraziamento è stato rivolto a chi ha creduto fin dall’inizio nel progetto, capace di mettere in relazione università, istituzioni e territorio.
Il tema dell’acqua, centrale per la storia e l’identità del Polesine, è stato più volte richiamato nel corso degli interventi. “Parlare di acqua oggi significa riflettere su quella che per il Polesine è sempre stata una risorsa ma anche una possibile minaccia“, ha aggiunto Acquaviva, evidenziando l’importanza di uno sguardo scientifico orientato al futuro.
Dal canto suo, il presidente di acquevenete Piergiorgio Cortelazzo ha annunciato il proseguimento della collaborazione con il CUR: “La convenzione fra il Consorzio Università Rovigo e acquevenete si rinnoverà anche per il prossimo triennio. Dopo l’interesse dimostrato per questo evento, siamo pronti a far crescere ulteriormente un premio pensato per valorizzare il territorio”.
Il legame tra ricerca e sviluppo locale è stato ribadito anche dalle istituzioni presenti. Per il sindaco Valeria Cittadin, la provincia polesana “ha sempre avuto a che fare con l’acqua nella sua storia“, mentre il presidente della Provincia Enrico Ferrarese ha ricordato come iniziative di questo tipo siano fondamentali “per evidenziare il valore della ricerca e le sue ricadute per il territorio“.
Tra i criteri adottati dalla commissione esaminatrice per la selezione delle tesi figuravano il voto di laurea, l’originalità del tema scelto e il carattere innovativo delle ricerche, con particolare attenzione alla loro attinenza con le peculiarità della provincia. “Sostenere il merito e lo studio significa supportare anche l’economia e il tessuto delle imprese“, ha osservato Monica Guariento, funzionaria della Camera di Commercio Venezia Rovigo.
Un concetto ribadito anche da Damiana Stocco, vicepresidente della Fondazione Cariparo: “Per noi la ricerca significa prima di tutto investire nel capitale umano“.
Tra i momenti più significativi della mattinata, la testimonianza del professor emerito dell’Università di Padova Andrea Rinaldo, vincitore dello Stockholm Water Prize, spesso definito il “Nobel dell’acqua”. In dialogo con il docente Marco Marani, Rinaldo ha affrontato i temi dell’innalzamento del livello dei mari e del rapido aumento delle temperature globali, offrendo uno sguardo scientifico sulle sfide ambientali dei prossimi decenni.
A seguire la presentazione dei lavori premiati. La ricerca di Mahya Maarefvand, dal titolo “Deep Learning and Remote Sensing for Saltmarsh Biomass Estimation in the Venice Lagoon”, utilizza droni e tecniche di deep learning per analizzare le biomasse vegetali e i cambiamenti della vegetazione nella laguna di Venezia legati all’innalzamento del mare e all’erosione.
La tesi di Niccolò Gallimberti affronta invece il tema dei piani pensionistici dei lavoratori del settore marittimo, mentre Pietro Giorgio Tancredi ha proposto uno studio comparato sulla tutela penale delle acque tra Italia e Francia.
La cerimonia, moderata dalla giornalista Fiammetta Benetton, si è conclusa con le foto di rito e con il rinnovo del sodalizio tra CUR e acquevenete. Un impegno che guarda al futuro della ricerca, con l’acqua – elemento identitario del Polesine – ancora una volta al centro di studio, innovazione e nuove prospettive per le giovani generazioni.



















