ADRIA (Rovigo) – Il referendum costituzionale sulla riforma della magistratura del 22 e 23 marzo si chiude con una netta affermazione del NO a livello nazionale (LEGGI ARTICOLO), un esito ampio e, per molti versi, superiore alle attese anche in relazione alla partecipazione al voto.
A commentare il risultato è il Comitato No Riforma Magistratura di Adria – Delta, che sottolinea però anche la forte differenziazione territoriale emersa dalle urne. In Veneto, infatti, ha prevalso il SÌ con il 58,42%, in controtendenza rispetto al dato nazionale, una dinamica che si è riflessa anche nella provincia di Rovigo e nel Comune di Adria.
Nonostante questo quadro, il Comitato evidenzia come ad Adria il NO abbia ottenuto un risultato superiore alla media provinciale, interpretato come segnale concreto del lavoro svolto sul territorio nelle settimane precedenti al voto.
Un impegno costruito attraverso incontri pubblici, momenti di confronto e una presenza diffusa, che – secondo il Comitato – ha permesso di avvicinare cittadini a un tema complesso come quello della giustizia, spesso percepito come distante.
“Anche nei nostri territori, pur in un contesto non favorevole, il contributo espresso ha partecipato al risultato complessivo nazionale”, sottolineano, ribadendo come ogni voto abbia avuto un peso reale.
Ma lo sguardo è già oltre il referendum. Per il Comitato, infatti, si apre ora una nuova fase, nella quale sarà fondamentale non disperdere le energie attivate durante la campagna.
L’obiettivo dichiarato è quello di dare continuità al percorso avviato, consolidando una rete di partecipazione che, in poche settimane, ha saputo crescere e coinvolgere realtà diverse.
Il referendum si è chiuso, insomma. Ma per chi ci ha lavorato, la partita – quella vera, fatta di presenza sul territorio e costruzione politica – è appena iniziata.
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