GAIBA (Rovigo) – Sono infatti 51 i nuovi iscritti all’anagrafe nell’ultimo anno dal 1 gennaio 2023, di cui 4 nati. Dall’ultimo rilevamento dell’ufficio servizi demografici il numero totale dei residenti risulta essere 970 con un aumento di 21 unità, il 2,2% in più rispetto ai dodici mesi precedenti, che tiene conto anche del numero di emigrati e dei 14 decessi.
Se l’emorragia di 152 residenti nei 10 anni precedenti dal 2009 al 2019 evidenziava una diminuzione media annua di 15 abitanti, nel quadriennio 2020 – 2023 il calo è stato di 5 unità in tutto, mantenendo sostanzialmente stabile il numero dei residenti, compensando la denatalità e lo spopolamento con l’avvento di numerose nuove famiglie e giovani.
Infatti l’età media dei nuovi residenti del 2023 è di 36 anni, mentre l’età media dei residenti di Gaiba si attesta sui 50,7 anni nel 2023.
“Da qualche anno è attivo il progetto Trova Casa, attraverso il quale il cittadino, gratuitamente, ha la possibilità di scoprire il patrimonio in vendita o in affitto sul territorio comunale poiché abbiamo predisposto una sezione dedicata sui canali istituzionali. Questo progetto, oltre al lavoro puntuale di supporto ai potenziali nuovi residenti delle agenzie immobiliari limitrofe, è servito a far sì che tante famiglie negli ultimi anni abbiano trovato abitazione a Gaiba” questo il commento del Vicesindaco Asia Trambaioli (foto in qui sotto) con delega alla promozione del territorio.

Nicola Zanca (foto in alto), Sindaco di Gaiba: “Il dato positivo dell’aumento dei residenti del 2023 rappresenta un indice di ripresa del nostro comune. Molte le risorse messe in campo in questi anni per essere più attrattivi, con servizi per le famiglie, ad esempio con il nuovo centro infanzia Pinco Pallina che ha più che raddoppiato gli iscritti, e la rigenerazione di alcune aree come i parchi pubblici con il progetto Spazi Verdi della Fondazione Cariparo, e soprattutto tanti eventi merito delle associazioni e dei volontari, in un contesto di mutua collaborazione e un clima famigliare.
Questo al netto delle difficoltà del contesto lavorativo e dell’inverno demografico che affligge l’Italia. Secondo l’Istat sono infatti 9 su 10 i comuni nelle aree rurali dove si prevede un calo della popolazione nei prossimi 10 anni.”


















