ROVIGO – La Procura della Repubblica di Rovigo, guidata dalla dottoressa Manuela Fasolato, procede nei confronti di più soggetti noti per il delitto, in ipotesi accusatoria, di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate, di cui all’art. 612-ter c.p.
Le indagini, delegate alla Polizia Postale di Rovigo – Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Veneto, Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Rovigo, hanno condotto la Procura della Repubblica di Rovigo a disporre perquisizioni.
In particolare, la perquisizione disposta nei confronti di M.F., nato nel 1998, indagato, in ipotesi accusatoria, per il delitto di cui all’art. 612-ter c.p., a Rovigo e in permanenza, in quanto ritenuto amministratore di un gruppo Telegram e gestore di un programma automatizzato che riceveva foto da vari utenti per la pubblicazione, è stata eseguita dalla Polizia Postale di Rovigo il 14 gennaio 2026.
Nel gruppo venivano pubblicate foto di carattere intimo e sessualmente esplicito di donne, a loro insaputa e contro la loro volontà.
A seguito della perquisizione è stato operato l’arresto in flagranza di M.F. da parte della Polizia Postale di Rovigo, in quanto nel corso dell’attività è emersa, sempre in ipotesi accusatoria, anche la commissione del delitto di detenzione di materiale pedopornografico, di cui agli artt. 81, comma 2, e 600-quater, commi 1 e 2, c.p.
In particolare, l’indagato si sarebbe consapevolmente procurato e detenuto, all’interno del proprio personal computer, materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto, consistente in oltre 37.000 file, con l’aggravante dell’ingente quantità del materiale detenuto.
La Procura della Repubblica di Rovigo ha pertanto richiesto al GIP di Rovigo, per M.F. in stato di arresto, la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere per il delitto di cui all’art. 600-quater c.p., reato di competenza distrettuale della Procura della Repubblica di Venezia ai sensi dell’art. 51 c.p.p., stante l’urgenza.














