ROVIGO – “Se il Rovigo passa le semifinale battendo il Petrarca, secondo me ha buone probabilità di vincere lo scudetto, se passa Padova questa volta il Viadana può farcela”.
Sono le parole di Umberto Casellato, tecnico del Mogliano, intercettato dopo la partita con la FemiCz Rovigo. Il suo scudetto vinto al Plebiscito alla guida dei Bersaglieri, in piena epoca Covid, probabilmente è quello emotivamente più importante nella recente storia rossoblù, Una sorta di rivincita rispetto a quello perso al Battaglini nel 2011, vincere lo scudetto in casa dell’avversario di sempre ha un sapore particolare, praticamente unico.
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Ma adesso Rovigo e Petrarca si affronteranno in semifinale, gara 1 a Padova l’11 maggio alle 18, il ritorno al Battaglini il 18 maggio alle 16.
“Un ragionamento che deriva dal fatto che vincere due volte è difficile, molto probabilmente due derby mentalmente sono pesanti, duri. Se il Petrarca andrà in finale, non so se avrà la fame che aveva lo scorso anno. Ammesso e non concesso che il Viadana in finale ci arrivi, se l’avversario sarà la FemiCz Rovigo sarà durissima mentalmente per i gialloneri, lo dico in virtù dei 60 punti rifilati ai rossoblù in regular season”.
Nel rugby, come tutti gli sport, non c’è solo un aspetto tecnico e fisico, ma soprattutto è quello mentale a fare la differenza.
Ne è probabilmente la dimostrazione lo stesso Mogliano. Una partenza di campionato da retrocessione, poi una cavalcata straordinaria dopo l’arrivo di Umberto Casellato. Fosse arrivato prima forse avrebbe potuto ambire al quarto posto, e sarebbe stato un miracolo. “Da quando ho preso in mano la squadra non abbiamo sofferto con nessuno, a Rovigo siamo arrivati con il 7-1 in panchina perchè non avevamo più tre-quarti, abbiamo avuto un po’ di infortuni, abbiamo adattato un centro all’ala, e li sono venuti un po’ di problemi soprattutto nel primo tempo. Abbiamo anche sbagliato due calci facili in touche. Ma devo dire che, da quando sono arrivato io, il Mogliano è stata la miglior difesa del campionato prima del match con i Bersaglieri, non siamo stati performanti sotto questo aspetto, ma se si vuole vincere a Rovigo bisogna essere quasi perfetti”.
Guardando al Rovigo l’ex tecnico dei Bersaglieri fa i complimenti al triangolo allargato rossolbù “Hanno due belle ali giovani e forti, l’estremo di qualità, hanno tanta voglia. Non posso dire niente alla mia squadra, con le Fiamme Oro eravamo fuori dai playoff, ed abbiamo perso solo 3 partite nel girone di ritorno, con il Viadana abbiamo perso di due punti. Ora ci prepariamo alla prossima stagione, probabilmente non avremo le qualità tecniche della squadra attuale, qualcuno passa di categoria, vogliamo costruisci piano piano, abbiamo una buona dirigenza, abbiamo disputato un buon campionato da quando siamo arrivati. Ci deve far pensare che abbiamo vinto di 5 punti in casa della Lazio all’andata, al ritorno 47-13, a Vicenza avevamo perso, al ritorno ci siamo imposti 27-15, con Piacenza avevamo pareggiato, poi gli abbiamo dato 40 punti, questo è il nostro valore di quello che abbiamo costruito 4-5 mesi”.
Da due punti su 25 disponibili con la precedente guida tecnica, allo scalpo più prestigioso nel girone di ritorno, la vittoria a Padova contro il Petrarca campione d’Italia (31-32).
Giorgio Achilli














