TRECENTA (Rovigo) – Gilberto Bianchini, un passato d’impegno politico e di militanza nella sinistra democratica, torna a farsi sentire commentando i dati sull’andamento demografico in Polesine che vedono tristemente Trecenta al vertice degli over 80.
Analizzando i dati Istat, infatti, il sindacato regionale dei pensionati Cgil ha evinto che il numero di abitanti che superano gli 80 anni è in costante e progressivo aumento rispetto a una popolazione in continua diminuzione.
“Il risultato non lascia spazio a interpretazioni – dice Bianchini – perché in Polesine gli anziani con più di 80 anni sono pari all’8,5% dell’intera popolazione, 19.319 su 227.448 abitanti, con un incremento nell’ultimo decennio del più 3,8%, visto che nel 2014 erano il 7,6%, 18.612 su 242.748, quindi mentre in 10 anni in Polesine abbiamo perso 10.300 abitanti, i grandi vecchi sono aumentati di 707 unità.
“I dati però cambiano da Comune a Comune – osserva Bianchini – e ciò purtroppo porta a dire che Trecenta, tenendo presente anche che esiste la Casa di Riposo, è il capofila dei Comuni over 80”.
Questi dati, secondo l’ex candidato sindaco, sono anche conseguenza delle non scelte amministrative compiute dalle Amministrazioni Comunali di centrodestra che hanno governato Trecenta ininterrottamente dal 1998 al 2023, con in testa Antonio Laruccia che ha svolto il ruolo di Vice Sindaco, ma soprattutto di Sindaco.
“In questi 25 anni di Amministrazioni Comunali di centrodestra non sono state fatte scelte urbanistiche strutturali e di viabilità per favorire l’incremento delle attività produttive in particolare artigianali e per il mantenimento di una vita commerciale nel centro del paese, compreso il mercato del lunedì, che attiravano con la loro vivacità diverse persone dai paesi limitrofi”.
Mentre oggi i trecentani, a causa la scomparsa nel centro storico di un numero cospicuo di negozi di vicinato, veri e propri presidi e punti di riferimento per la popolazione, debbono forzatamente rivolgersi ai negozi dei Comuni vicini, il centro si sta desertificando.
Ciò che deve fare riflettere gli attuali Amministratori dei nostri Comuni sono le proiezioni sperimentali dell’Istat che dicono che nel 2043, ovvero fra 18 anni il 37,13% della popolazione polesana avrà oltre 65 anni, molto più di un terzo dei residenti in provincia che per quella data vengono stimati in appena 202.620 abitanti.
“In conclusione – dice Bianchini – nel prendere atto che tornare indietro è impossibile, perché i danni allo sviluppo locale provocati negli anni passati rimangono, su tutto ciò i cittadini devono riflettere, ma soprattutto dovrebbero riflettere gli attuali Sindaci perché il futuro dei nostri piccoli paesi sta tutto nel creare le condizioni politico-amministrative per avviare in tempi credibili l’Unione dei Comuni.
U.M.B.
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