ROVIGO – La sentenza del Tar (LEGGI ARTICOLO) non sorprende più di tanto la Uil Funzione pubblica di Rovigo guidata dal segretario generale Cristiano Maria Pavarin e coordinata a livello provinciale da da Gino Gregnanin, perché come sindacato la Uil ha sempre sostenuto che fosse possibile, oltre che auspicabile e necessaria, la chiusura della convenzione per Casa Serena del 2004.
Secondo la Uil di Rovigo “la convenzione ha scaricato sulle casse della principale casa di riposo pubblica del Polesine i costi insostenibili della manutenzioni dello stabile”.
“Senza guardare all’occasione persa con l’abbandono dell’ambizioso accordo di programma, vediamo che con il pronunciamento del Tar si è riaperto uno spiraglio per salvare l’Iras pubblica assieme al contratto pubblico dei lavoratori, gli stessi lavoratori che stringendo i denti hanno tenuto in piedi l’Ente in questi anni difficili, unica garanzia di continuità, mentre la politica e le istituzioni non si rendevano conto di cosa stava accadendo. Lavoratori che avanzano almeno sette anni di produttività e che ancora non hanno percepito gli arretrati del contratto rinnovato già scaduto da due anni”.
Secondo la Uil di Rovigo sarebbe ancora tecnicamente possibile sospendere l’avvio del nuovo piano di risanamento di Iras Rovigo che, con l’affidamento al servizio ad un privato, comporterà la privatizzazione del lavoro, presupposto per recuperare risorse proprio attraverso il trasferimento nel privato dei lavoratori ora in forza a Iras.
“Siamo consapevoli che consegnare la gestione di un Ente cosi importante per le politiche sociali del territorio nelle mani del privato era l’ultima possibilità rimasta per evitare la liquidazione e abbiamo apprezzato lo sforzo in questo senso da parte del commissario regionale Tiziana Stella. Tuttavia il presupposto della privatizzazione del lavoro derivava dal mancato riconoscimento, da parte del Comune, dei famosi 3,2 milioni: ora, quindi, con la sentenza del Tar questo scenario si riapre e si concretizza la effettiva possibilità di riprendere il precedente piano di salvataggio, quello condiviso sul tavolo del Prefetto, che garantiva continuità.
Da parte nostra non intendiamo esprimere valutazioni di tipo politico – concludono Pavarin e Gregnanin – ma invitiamo l’amministrazione Gaffeo a fare i dovuti passi indietro necessari a riaprire un percorso condiviso, ammettendo gli errori di valutazione che sono stati fatti e che sono stati certificati dai giudici amministrativi. Chi sbaglia paga, ma sembra esserci tutto il tempo e la possibilità di rimediare.
Per questo lanciamo un appello a tutti i gruppi i consiliari del Comune di Rovigo affinché l’amministrazione torni a valutare un’ipotesi transattiva rapida e vantaggiosa per tutti. Perché errare è umano, ma perseverare potrebbe diventare diabolico”.


















