Il generale Roberto Vannacci inaugura la sede provinciale di Futuro Nazionale a Rovigo: apertura al centrodestra in vista del 2027, attacco agli alleati che chiudono al movimento e appello al ritorno delle preferenze.

ROVIGO – «Noi siamo pronti a parlare con tutti, ma senza annacquare la nostra identità». È il messaggio politico lanciato dal generale Roberto Vannacci, arrivato a Rovigo per inaugurare la sede provinciale di Futuro Nazionale, la quarta aperta in Italia, messa a disposizione dall’imprenditore rodigino Diego Melloni.

Accolto da oltre 250 sostenitori, con via Fleming temporaneamente chiusa al traffico per motivi di sicurezza, Vannacci ha spostato subito l’attenzione dalle dinamiche locali alle prospettive nazionali, indicando nelle elezioni politiche del 2027 il prossimo obiettivo del movimento.

«Noi lavoriamo per Futuro Nazionale, che è un partito di destra, di destra autentica, fondato su principi e valori ben definiti. Abbiamo tracciato delle linee rosse ma, all’interno di quei confini, siamo disponibili a confrontarci con tutti per costruire una maggioranza che possa vincere le prossime elezioni».

Il riferimento è alle tensioni già emerse all’interno del centrodestra. Vannacci respinge l’idea di essere lui a chiudere la porta alle alleanze e rilancia le responsabilità sugli altri partiti. «Chi dice che non siamo compatibili o che non farà mai un’alleanza con noi sono gli altri, non noi. La domanda andrebbe rivolta a chi continua a porre veti».

Il generale rivendica inoltre la volontà di mantenere una precisa identità politica. «Non vogliamo diluirci. Rappresentiamo le aspettative di tanti cittadini che non si riconoscono più nella politica tradizionale e che si sono stancati di vedere portata avanti la stessa agenda indipendentemente da chi governa».

Nel suo intervento Vannacci ha poi indicato nei giovani il principale patrimonio del Paese, sostenendo che il Veneto e l’Italia debbano creare condizioni per trattenerli. «Dobbiamo cambiare l’Italia e l’Europa affinché le imprese tornino ad avere ossigeno e possano assumere i nostri giovani. Oggi importiamo immigrazione clandestina ed esportiamo il nostro capitale umano, ragazzi preparati che sono costretti a cercare fortuna all’estero».

Tra i temi centrali affrontati anche la riforma della legge elettorale. Vannacci si è schierato apertamente per il ritorno delle preferenze. «Il 50% degli italiani non vota anche perché non può scegliere direttamente i propri rappresentanti. Bisogna restituire la sovranità al popolo e la dignità al Parlamento. Chi oggi è in Parlamento abbia il coraggio di reintrodurre le preferenze».

Secondo il leader di Futuro Nazionale, proprio la possibilità di scegliere i candidati potrebbe contribuire a riportare alle urne una parte consistente dell’elettorato che negli ultimi anni ha scelto l’astensione.

L’appuntamento di Rovigo rappresenta anche un ulteriore tassello nella crescita organizzativa del movimento in Veneto. In Polesine, secondo gli organizzatori, i comitati costituenti hanno già raccolto oltre 700 adesioni, un dato che Futuro Nazionale considera il punto di partenza per consolidare la propria presenza sul territorio in vista delle prossime sfide elettorali.

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One Comment
  1. La ricetta del suo successo ?? semplice:fa esattamente il contrario di quello che vorrebbe fare la sinistra!! e le persone perbene plaude!! patrimoniali?? immigrazione incontrollata?? lasciamole pure alle sx..che perdono consensi su tutti i fronti..assieme ai loro sindacati

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