ROVIGO – La chiusura a tempo indeterminato del sottopasso Forlanini (LEGGI ARTICOLO) sta mettendo ulteriormente in difficoltà la viabilità cittadina di Rovigo, facendo emergere criticità che, secondo Elisa Osti, affondano le proprie radici in anni di mancanza di programmazione e visione strategica da parte delle amministrazioni succedutesi nel tempo.
“La chiusura del sottopasso complica inevitabilmente la circolazione urbana, ma il vero problema è che da anni manca una progettualità seria e di ampio respiro sulla viabilità cittadina”, sottolinea Elisa Osti, membro del Direttivo del Partito Democratico.
Secondo Osti, il nodo non riguarda soltanto l’emergenza attuale, ma una gestione che per troppo tempo si è concentrata su questioni considerate ormai superate, senza affrontare le reali fragilità infrastrutturali della città.

“Per decenni il dibattito si è limitato alla contrapposizione tra ‘Corso aperto’ e ‘Corso chiuso’, come se quella fosse la soluzione ai problemi del centro storico e del commercio cittadino. In realtà, le difficoltà sono molto più profonde e diffuse”, evidenzia.
Nel mirino finiscono anche le condizioni di quartieri come Tassina e Commenda, da tempo alle prese con una rete viaria insufficiente rispetto ai volumi di traffico quotidiani. Una situazione aggravata dall’abbandono del progetto del Passante, mai sostituito da alternative concrete.
“Quartieri come la Tassina e, ancor più, la Commenda continuano a essere privi di sbocchi adeguati alla mole di traffico che devono sostenere ogni giorno. Il progetto del Passante è stato dimenticato senza che venissero avanzate nuove soluzioni”, aggiunge Osti.
Gli effetti della chiusura del sottopasso sono ormai evidenti soprattutto negli orari di punta. Via Vittorio Veneto e l’area della Tassina risultano frequentemente congestionate, mentre persistono i problemi legati all’intersezione con il passaggio a livello, più volte segnalata dai residenti per la pericolosità e le manovre rischiose che genera. Situazione critica anche in viale Porta Po, dove il traffico arriva spesso alla paralisi nei momenti di maggiore afflusso.
A pesare ulteriormente sul malcontento dei cittadini è l’assenza di informazioni certe sui tempi di riapertura del sottopasso e, più in generale, la mancanza di un piano complessivo per il futuro della mobilità urbana.
“Oggi i rodigini si trovano a vivere una situazione di completa paralisi del traffico, senza una data di riapertura e senza nemmeno la prospettiva di un progetto strutturale capace di guardare al futuro della città”, conclude Elisa Osti.

















