Dal 2 dicembre scorso, l’intero comparto è sul piede di guerra dopo la proclamazione da parte dei sindacati di base di uno sciopero generale

VENEZIA – Velocizzare il rinnovo dei contratti di lavoro della vigilanza privata. La consigliera regionale Laura Cestari ha depositato una mozione con cui impegna la Giunta regionale a farsi portavoce della questione in sede ministeriale: il documento, oltre all’adeguamento degli stipendi al costo della vita attuale con il recupero dell’inflazione reale, punta anche sull’aumento della formazione del personale dal miglioramento del training di chi opera nel trasporto valori.

“Alla luce delle recenti agitazioni che proseguono a livello nazionale e delle rivendicazioni del settore – commenta la Cestari – ho deciso di stimolare la Giunta portando all’attenzione questo tema estremamente delicato: in primis c’è senz’altro il rinnovo del Ccnl, bloccato ormai da ben sette anni, ma anche la riduzione degli orari di lavoro, il salario minimo e il riconoscimento di tutti i sindacati oltre a un maggior aggiornamento, specie rispetto all’utilizzo di termologie di ultima generazione come sistemi di rilevamento e allarme, tracciamento Gps e videocamere, e il miglioramento della preparazione per chi trasporta valori e che viene sottoposto a un addestramento rigoroso che oltre all’uso dell’arma in dotazione personale spazia dal combattimento al primo soccorso”.

Dal 2 dicembre scorso, l’intero comparto è sul piede di guerra dopo la proclamazione da parte dei sindacati di base di uno sciopero generale intercategoriale nazionale che tocca tutti i settori pubblici e privati dalla vigilanza alla sicurezza e che, oltre a condizioni di lavoro più dignitose e adeguamenti degli stipendi, mira a fermare la pratica cosiddetto subappalto (ammesso solo nel pubblico). Anche l’ultimo incontro dello scorso 10 gennaio, nonostante un clima di apparente collaborazione tra le parti, si è risolto in un nulla di fatto con la rottura del tavolo della trattativa.

In Italia le imprese del settore, per lo più di micro o piccole dimensioni, sono oltre 1300 ma soltanto poco più di un terzo (462) sono certificate dal Ministero dell’Interno per un fatturato annuale complessivo che sfiora in ogni caso i 3,4 miliardi di euro: i servizi offerti vanno dal ritiro e consegna “door to door” di preziosi ai trasporti “speciali” (es. per fiere e campionari), dal trasporto e deposito di oro e argento nei caveau al trasporto e custodia di valori per le cassette di sicurezza, fino alla custodia assicura di prodotti o mansioni di portierato, reception e vigilanza non armata (in questo caso si parla di servizi “fiduciari”) e, da parte di alcuni istituti, anche della scorta valori, particolarmente utile quale deterrente in realtà ad alto tasso di rapine e furti.

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