ROVIGO – “Sulla sicurezza servono risorse che portino a soluzioni, non una demagogia ingannevole. Va cambiata la normativa.”
Così Nicola Zanca, candidato del Partito Democratico al Consiglio Regionale del Veneto, che interviene sul tema con la doppia consapevolezza del politico e del sindaco di Gaiba, dopo il tavolo sulla sicurezza dei sindaci svoltosi a Occhiobello giovedì 13 novembre. (LEGGI ARTICOLO)
“I polesani, e non solo, lamentano furti nelle abitazioni – spiega Zanca –. Assicurare che il fenomeno terminerà significa assumersi responsabilità e competenze che non sono né della Regione né dei Comuni, ma dello Stato.”
Il candidato dem evidenzia la vera criticità: “Chi compie un furto viene di prassi arrestato e subito rilasciato in attesa del processo. Per i reati minori non è prevista la custodia cautelare. Questo è il vero problema: non si scontano le pene e si resta liberi di reiterare il reato.”
Altro nodo, secondo Zanca, è quello degli impianti di videosorveglianza, che pure rappresentano un deterrente ma restano privi di un adeguato sostegno economico. “Lo scorso anno il Ministero ha messo a bando 24 milioni e mezzo di euro per oltre 7.900 Comuni italiani: significa circa 3.000 euro a Comune, una cifra che non basta nemmeno per installare una singola telecamera. Inoltre sono stati eliminati tutti i decreti Crescita e Piccole Opere che portavano ai Comuni circa 50 mila euro, risorse che potevano essere utilizzate proprio per la sicurezza urbana.”
“Questi sono i fatti – conclude Zanca –. Se il Governo avesse voluto dare avvio ad azioni concrete, dopo tre anni lo avrebbe fatto. Non è stato così. E la Regione, pur essendo da trent’anni governata dal centrodestra, non ha fatto nulla per sollecitare cambiamenti. La sicurezza non è prerogativa di destra. E se lo fosse, ha fallito.”
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