VENEZIA – “La vicenda dell’Iras di Rovigo si trascina oramai da troppi anni, ovvero da quando nel 2016 la Giunta regionale, a seguito di un procedimento di vigilanza e controllo sull’Iras, aveva preso atto di accertate violazioni di legge e della situazione di estrema gravità in cui versava l’Ipab, ne aveva sciolto il Consiglio di Amministrazione e nominato un commissario straordinario regionale” denunciano i Consiglieri regionali Ostanel, Baldin, Lorenzoni e Guarda, che hanno depositato una mozione sul tema.
“Sono quindi 8 anni che la Regione amministra l’Iras attraverso un suo commissario che avrebbe, tra gli altri, anche il mandato di salvaguardare i servizi assistenziali erogati alle persone ospiti dell’Ente e affrontare le questioni riguardanti le risorse umane dell’Ipab e la sua dotazione organica, avviando conseguenti interventi operativi tesi a normalizzare la gestione dell’ente.
Invece, tutti questi anni non sono serviti a nulla, a nessun vero piano di rilancio realmente percorribile che non fosse quello di risanare l’ente a scapito dei servizi o del personale o del puro risparmio di gestione, anche a costo di lasciare macerie nella città di Rovigo.
E da qui l’annullamento unilaterale della convenzione con cui Iras “affittava” dal Comune di Rovigo l’immobile di “Casa Serena”, lasciando così un enorme vuoto urbano in città, o la solita operazioncina di piccolo cabotaggio di svuotare la missione e gestione pubblica dell’Iras e l’intenzione di affidare la gestione dei servizi ad un qualche soggetto privato” proseguono le Consigliere e i Consiglieri.
“Non è accettabile che questa Ipab pubblica, con una storia lunghissima e fondamentale per il territorio di Rovigo, prenda la strada della privatizzazione mascherata.
Per questo – concludono Ostanel, Baldin, Lorenzoni e Guarda – abbiamo presentato una mozione in Consiglio Regionale che chiede alla Regione e al Commissario di recedere dai propositi di affidare a privati i servizi dell’Iras.Vedremo così se la maggioranza in consiglio regionale è quella che di facciata si dichiara contraria alle privatizzazioni dei servizi di cura, ma poi è artefice di questi processi o se invece vorrà dimostrarsi coerente con quello che dichiara”.
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